La Grande Muraglia di fuoco

In questo grigio martedì, vi lascio con un interessante articolo tratto da Repubblica, firmato Giampaolo Visetti. Come sempre, leggere e meditare.

3 Comments

  1. Il controllo nato dalla paura. Perchè tutti i sistemi nascono e si basano sulla paura: tutto dev’essere tenuto a bada, non ci deve essere nulla di imprevedibile, tutto tranquillo, tutto piatto per il vivere bene. Ma questa non è vita: questa è morte perchè solo nella morte non ci sono sconvolgimenti e ci sono certezze.
    Sì, viviamo in un’epoca di paura, dove si ha paura di tutto, soprattutto di se stessi e della verità. La verità è così tremenda che la si annega in un mare di menzogne per non farla scoprire.
    Ma se si osserva un pò, si scopre che dietro c’è sempre e solo una cosa: il potere. Il sentirsi superiori rispetto a qualcuno, avvertire la sensazione di dominare qualcosa di estraneo a se stessi.
    Viviamo in una cultura di morte, un medioeco con castelli di vetro, torri d’acciaio e lame intangibili che uccidono senza versare sangue.

  2. Già. Che i sistemi mettano in atto questi meccanismi è una cosa che esiste da secoli, uno dei mezzi migliori per avere controllo: è sempre preoccupante e sempre occorre restare vigili. Ma ciò che è ancora più preoccupante è il fatto che la gente lasci fare, o perchè inconsapevole ( perchè lo è o perchè lo vuole essere) o perchè lascia fare, rinunciataria dato che pensa che non ci si può fare nulla. Perchè non si ricorda mai che sono i governi, i sistemi a dover temere le persone e non il contrario?
    Ma ormai gli individui si sono smarriti, non sanno più trovare nè se stessi ne la verità, che forse poi sono collegate tra loro.
    Non so se si tratta di pessimismo personale o di accorgersi di quello che sta accadendo, ma ciò che si vede è preoccupante e triste. Perché si è arrivati a ridursi in questa maniera? E la risposta a questo quesito fa male.

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