Libertà d’espressione e di parola

E aggiungerei anche un Alleluja. Salvaci. Alleluja.
Quanto ci piacciono le mode. Quanto ci piace guardare la TV e convincerci che quello che ci rifilano sia davvero fico. Tanto fico e anche fashion. Quanto ci piace leggere i giornali. Diventare dei fan. Superfan.
E sparare tante cazzate.
Perché sì, se ne sentono tante in giro. Dopo il tormentone Duomo sul Berlusca, adesso dobbiamo sorbirci la tiritera: vogliono imbavagliare il web! No, siamo liberi! Ribellione! Tutti in piazza! Dai, facciamo anche un bello sciopero. Tutti in piazza! 
Già, perché siamo animali istintivamente violenti. E con la memoria a breve termine. Specialmente se ti siedi in parlamento.
Aspettate, c’è un problema, ci sono i social networks, meno manipolabili delle testate giornalistiche. Ah, sì, che scemo, c’è pure facebook, quel coso famoso dove tutti si fanno i cazzi degli altri.
A noi piace tanto. Perché non c’è niente di male. Claro?
Esatto, dico proprio a te che metti le tue foto su facebook. Hai impiegato 14 mesi per scegliere quelle più fighe. Dark, intrigante, inaccessibile, sconvolgente. Da arrotolare le budella. ‘Mo che hai da lamentarti? Siamo tutti narcisisti ed egotici, in un verso o nell’altro. Grado più o grado meno. Ti ci sei messo perché ti piace essere guardato. Adesso non romperci le balle con i sofismi.
Ma torniamo al punto. Facebook, il male. L’oggetto demoniaco sfasciafamiglie. Un fulcro di tenebra altieresco.
E ora siamo spaventati perché qualcuno ci vuole imbavagliare (in anticipo, prevenire è meglio che curare).
Già, siamo sotto dittatura. Come in Cina. No, fermi, c’è una pseudo democrazia in Italia. O forse no? Vabbé, abbiamo una cultura diversa, non si impone una censura del genere in Italia.
Siamo tutti figli di Dante, lui sciacquava in Arno chi gli pareva. Papi compresi.
Alleluja Alleluja.
Sto divagando. Dov’ero rimasto? Già, Facebook, il vortice di violenza.
Ovvio, è giusto cancellare le roba creata dai mentecatti. Perché, sì, c’è ancora il razzismo al mondo. Una strana forma di machismo che persiste nelle ere geologiche. Che palle. Ah, sapete, mica va più di moda il colore della pelle. Antichi! Adesso ci attacchiamo ad altro. Anche i Rom non occupano più le prime pagine dei giornali. I gay sono in declino. Oddio, mi sto perdendo la nuova moda. Qual è? Io proporrei: uccidiamo il gatto persiano! Utile + dilettevole. Sapete, sono tremendamente allergico al pelo del gatto. Maledetto gatto. Estinguiti.
Secondo voi è abbastanza cool come gruppo?
Dicevo? Sì, di evitare che si creino gruppi del tipo: “Uccidiamo Berlusconi!” “Tartaglia, Santo Subito!
Beh, corretto. Giusto. Ovvio. Hum.
Scusate? Toc, toc?
Buongiorno. Il sole splende alto nel cielo. Fa un freddo cane che ti si congelano le chiappe, ma le previsioni sono ottime. Un futuro radioso e perfetto.
No, perché, tanto per la cronaca, ‘ste robe non sono nate dopo la caduta del Duomo su Berlusconi. C’erano pure prima, ma nessuno gridava allo scandalo. Nessuno voleva fare delle leggi ferree, intransigenti, dure, concrete… zzz… zzz… Scusate. A volte sono narcolettico.
Dicevo? Ah, fermiamo la violenza su facebook! ci dice il governo.
Alleluja Alleluja. Allora aprirò il gruppo: politici, santi subito!
Ecco, adesso però mi sento, come dire, contrito. Faccio due conti, un integrale e una radice quadrata. Qualcosa non mi torna.
No, perché tempo fa avevo visto un gioco che si chiamava “Rimbalza il clandestino“. A occhio e croce non mi era parso un passatempo che insegnasse a essere pii e generosi. Aveva una sfumatura, come dire, un po’… violenta? Ah, aspettate. Che smemorato. Poi c’erano le pagine che ci insegnavano ad amare il prossimo come noi stessi, di questo tipo.
Bah, se la senilità non mi gioca brutti scherzi, mi sembrano gli stessi che sono al governo. Qui c’è gente che passa di qua e di là. Non ci si capisce più un tubo. E che palle.
Sto perdendo colpi.
Hum.
Ok, mi arrendo.
Sono effettivamente confuso.

3 Comments

  1. L'ammmmmore vince su tutto, Fra.

    Ripetilo 4 volte al giorno davanti allo specchio.

    "L'ammmmore vince su tutto, l'ammmmore vince…"

  2. Quoto Fab…specchio e ripetizioni ti guariranno dal brutto vizio di voler ragionare con la tua testa 😉

    Nel frattempo telefono a Maroni e gli segnalo il tuo post imbevuto di sarcasmo e ironia, due cose che incitano alla violenza. 😉

  3. L'Italia non è più un paese: è un relitto.
    Gli italiani non sono un popolo, ma solo una massa narcisista, adolescenziale e incapace di veri sentimenti: amore, gioia, felicità, dolore, lacrime. Tutto è finzione, tutto è una facciata per far notizia, per far scalpore. Per distogliere l'attenzione dalla realtà e portarla sull'illusione, per non far vivere.
    Quante persone sono vere e quante sono false. Poche delle prime, moltissime delle seconde.
    La verità è che si è persa la bussola, si è perso l'equilibrio. La verità è che non si sa più vivere, non si sa più distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
    C'è tanta ipocrisia e tanta violenza. Tutti, partendo di governo, parlano di dare l'esempio. A parole; in pratica fanno l'opposto e si sa che il comportamento insegna di più delle parole.
    La classe dirigenziale italiana ha fallito totalmente e drasticamente e tutto per i capricci di ricchi e pseudo potenti che pensano di aver in mano tutto. E' questo che ha fatto la destra; ma se c'è riuscita è perchè anche la sinistra è risultata mancante, non ha fatto nulla di concreto, solo parole. E se c'è stato qualcuno che ha provato a fare, l'hanno silurato e messo da parte.
    Ma se siamo arrivati a questo clima, è perchè la gente l'ha voluto, perchè ha assecondato una mentalità costruita negli anni ad arte.
    Facebook, non è che un mezzo: se usato intelligentemente o stupidamente dipende dalle persone. Allora non è la rete da censurare, ma la gente. A cominciare da chi sta in alto.
    La gente dovrebbe ritrovare la dimensione interiore, non mettere in piazza tutto quello che ha: ci sono cose che devono rimanere personali, non essere spiattellate ai quattro venti.
    Perchè questa non è estroversione o condivisione.
    Questa è pornografia.

Lascia un Commento sull'articolo: