Earth Hour

Ecco cosa apprendo da Repubblica (ma di cui avevo già sentito dire): Earth Hour.

Promossa dal WWF, la campagna ha l’intento di sensibilizzare sul risparmio di energia elettrica, tema alquanto caldo dopo tutto ciò che è successo – e sta succedendo – in Giappone.

Campagna interessante, quindi, per quanto inutile. Ok, non voglio fare il guastafeste, né quello che va sempre e comunque a puntare il dito contro un’iniziativa che comunque teoricamente ha del buono. In pratica, però, non serve a nulla.

Perché, parliamoci chiaro, servono leggi chiare sul risparmio energetico, mentre in Italia ciascuno fa come gli pare, a partire dalle lampadine a consumo ridotto, se vogliamo fare un esempio stupido. Per fare esempi più concreti, passiamo alle imprese edili, “costrette” (si fa per dire, perché ci prendono gli incentivi) a montare sul tetto pannelli solari. Pannelli solari che per lo più servono a scaldare l’acqua per chi ha l’attico e il piano subito sotto, ma non spingono energia in rete. Poi, se vogliamo salire di livello, parliamo di cosa fanno i nostri politici, che pensano al nucleare e, per par condicio, i parlamentari opposti, che quando erano seduti al posto giusto non hanno fatto una cippa, o poco di più.

Perché siamo nel paese del vento e del sole, ma figuriamoci se pensiamo di ottenere energia dal vento e dal sole. Meglio il petrolio o l’uranio, così stringiamo qualche bel patto d’alleanza con i paesi esteri, che prima o poi si incazzano e fanno la guerra tra loro. E arriva l’America a sanare tutto, o la Francia, improvvisamente interessati ad alcune nazioni dove si compie uno sterminio, fregandosene però di altre dove l’Eni magari non arriva. E poi, andiamo avanti, verso l’inquinamento. Avevo il ciuccio in bocca quando si parlava di energia rinnovabili, auto elettriche, auto a idrogeno e la lista è infinita. Ma mandare in pensione i petrolieri e le compagnia a loro associate mica va bene. Quindi, freghiamocene bene bene del vento e del sole, spengiamo stasera qualche piazza, una torre effeil e domani ci siamo scordati tutto. E torniamo a bombardare la Libia, va’.

Buon sabato delirante, più o meno.

-10 kg in 50 gg

Uno dei propositi del nuovo anno era quello di perdere peso. Quei maledetti chili che avevo preso anno dopo anno, libro dopo libro. Così, alla fine, mi sono messo a dieta ferrea. Via i carboidrati, pasta, dolci (be’, qui non ho fatto grande sforzo, visto che la nutella e miele per me sono veleno), via insaccati. Massima attenzione ai cibi ipocalorici, via lo zucchero, eccetera eccetera. Sono stato attento, ho comunque equilibrato con molta frutta, verdura, carne e pesce. Per completare, palestra tutte le sere, allenamento aerobico ma anche tanto fitness con circa mezz’ora di corsa. Infine, mi sono concesso un giorno a settimana per “sgarrare”. Pizza con gli amici, polenta di mamma’, e anche il superalcolico in discoteca (yes, lui, l’adorato, l’ambito, sognato notte e giorno, amico fedele del lardo totale).

Il risultato si è visto. 10 kg in 50 gg. Poi, siccome sono un iPhone psicolabile, ho tracciato tutto con un’app (sì, c’è una minkia di app per tutto), come vedete sopra.

Insomma, sono contento. Sto meglio, sono tornato al peso del 2005. Via la pancia, via i lardominali, via le maniglie dell’amore. Sì, devo ancora dare qualche aggiustatina, infatti prevedo altri 2 kg di perdita peso, poi una dieta proteica.

Fissazione? Non direi. Più che altro era una scommessa con me stesso, per dimostrarmi che avevo un po’ di forza di volontà. E, sono sincero, non ho faticato neppure più di tanto. Ho solo sostituito il cibo grasso a quello più genuino.

Lato negativo? Posso buttare via metà dell’armadio, a meno che non voglia imitare con scarsi risultati una moda rappettara. Hum. E non è manco periodo di saldi. Che sfiga.

Poi. I miei amici, quelli che mi amano tanto, mi hanno già detto che li riprenderò tutti in una settimana. Vi lovvo tutti, davvero. Nel frattempo, ‘annate a fanculo. Con dolcezza e simpatia, s’intende.

Bene, il primo proposito del 2011 è raggiunto, ora c’è un secondo sempre sulla salute. Un passo alla volta, no?

Ecco, dopo questa valanga di menate di cui non vi frega un accidente, adesso che vi ho scassato bene bene la minkia, direi… buon giovedì!

Giappone: è un castigo divino

Tra i vari tweet di oggi ne ho letto uno che citava le parole di de Mattei, vicepresidente CNR, durante un intervento su Radio Maria.

Trovo quest’intervento disarmante. Ecco alcuni estratti, riassunti anche dal sito Internet e politica /blogosfere:

Nessuno può dire che lo tsunami se sia stato un castigo di Dio, certamente una catastrofe.

E’ stato un modo per purificare.

Ci basta la sicurezza che le catastrofi possano essere e sono esigenza della giustizia divina.

Dio si serve delle grandi catastrofi per raggiungere un fine alto della sua giustizia.

Dio non può fare che il terremoto colpisca il colpevole e salvi l’innocente. E’ chiaro che talvolta salva l’innocente con un miracolo, ma non è obbligato.

Il colpevole, quindi, si trova nella stessa condizione dell’innocente. La sua morte è l’esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte. Perché meravigliarsi quando vediamo fanciulli innocenti morire sotto le macerie?

Il terremoto è un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima perché Dio le ha voluto risparmiare un triste avvenire.

Ecco, io credo che in tanti casi gli esponenti della Chiesa e i dotti in teologia dovrebbero starsene zitti. Perché, se i dogmi che seguono hanno totalmente imbavagliato il loro cervello, almeno si abbia la decenza del silenzio in un momento così difficile per il Giappone. E così vale sempre, per qualsiasi argomento che la Chiesa non sa accettare, come l’omosessualità, l’aborto, l’eutanasia.

Ma adesso, per favore, statevene zitti. Nel frattempo, in silenzio e se avete così tanta misericordia, donate soldi alle popolazioni del Giappone.

Per completezza, affinché gli estratti non siano considerati fuorvianti, tutto l’intervento lo potete ascoltare qui.

Odyssey Dawn

Odissea all’alba. Così l’hanno chiamata. Perché, ogni volta che scoppia una guerra e muoiono migliaia di innocenti, c’è sempre un nome fantasioso ad accompagnare il dramma. Un dramma che si ripete, un dramma che miete vittime, un dramma che ignora paesi come la Palestina, ma che si abbatte nella terra dell’oro nero, come la Libia.

Cito il post di Verdenero, che potete anche leggere qui.

Siamo consapevoli che gli ultimi drammatici fatti di cronaca internazionale non possono essere analizzati con leggerezza, dal momento che entrano in causa e si intrecciano molti e complicati fattori politici, economici e umanitari.

Per questo abbiamo deciso di esprimere una posizione sulla guerra che da ieri notte sta colpendo il territorio libico, attraverso le parole dei grandi pensatori:

Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.
Voltaire

Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata.
Proverbio Africano

Fra le armi tacciono le leggi.
Cicerone

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

Se tutti si battessero soltanto secondo le proprie opinioni, la guerra non si farebbe mai.
Lev Tolstoj

La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre.
Albert Einstein

Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo.
Albert Einstein

Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco.
Gandhi

La guerra è il massacro di persone che non si conoscono, per conto di persone che si conoscono ma non si massacrano.
Anonimo

Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce.
Cesare Pavese

Molto si miete in guerra, ma il raccolto è sempre scarsissimo.
Orazio Flacco

Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi.
Herbert George Wells

Quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri che muoiono.
Jean Paul Sartre

 

Autori per il Giappone, prologo Nemesis 2

Come avevo accennato nell’ultimo post, il progetto di raccolta fondi per il Giappone sta procedendo a gonfie vele, con moltissimi autori che hanno già confermato la loro presenza e inviato il racconto.

E’ arrivato il mio turno. Per ridurre al minimo i tempi, ho deciso di donare il prologo di Nemesis 2, libro che uscirà a Ottobre. Ve ne avevo già parlato, soprattutto della sua influenza Qabalah.

Ovvio, il prologo appartiene alla prima stesura del testo, potrebbe cambiare molto in fase finale. Ma ciò che conta adesso, per gli scrittori, è regalare un pezzo di noi e raccogliere fondi.

Solo questo, nient’altro.

Stay Strong.

Every dollar makes a difference.

Every dollar makes a difference: Autori per il Giappone

Le donne ci fanno sempre le scarpe, si sa.

Conosco molti colleghi scrittori e scrittrici, in modo virtuale e non. Ma devo dire che l’iniziativa promossa da Lara Manni mi ha entusiasmato e ho aderito subito.

Come sapete, sono in contatto con la Raising Malawi, a cui devolverò quasi tutto l’incasso della prossima biografia Mad for Madonna. Ma  adesso c’è un’urgenza maggiore, si chiama Giappone.

Leggete il post di Lara Manni, ecco il link. Un invito che rivolgo anch’io a tutti gli scrittori che leggono il mio blog. Se aderite, scrivete qui nei commenti la vostra disponibilità.

Every dollar makes a difference.

150

Eccoci, 150 anni dall’Unità di Italia. Sì, è vero, sembrano feste preconfezionate, di cui spesso ci scordiamo il significato. Proprio come il 25 aprile, o il 1 maggio. Ma forse, chissà, proprio quando qualche politico cerca di spezzare l’Italia, quando i confini tra nord e sud non dovrebbero esistere, quando vediamo paesi così lontani dal nostro dove ogni cittadino si prende per mano per sopravvivere, allora conviene fermarsi un istante a pensare. Che questa Italia esiste. Che forse dovremmo smetterla di criticarla, di sognare all’espatrio, di vergognarci del nostro leader senza poi far nulla, di piangere e scuotere la testa. Dovremmo riscoprire quello spirito patriottico che proviamo solo ai mondiali di calcio, oppure quando andiamo all’estero e ci additano come pizzaioli e mafiosi. Perché sì, a noi italiani piace viaggiare e in ogni angolo del mondo troveremo sempre un nostro concittadino. Perché sì, noi italiani conosciamo poco il nostro paese. Da Venezia, a Mantova, a Firenze, a Roma, a Napoli e a Catania. Perché sì, l’Italia è uno dei paesi più belli al mondo, coi suoi pregi e i suoi difetti, una culla di storia invidiata dal tutto il mondo.

E allora, almeno oggi, godiamo di quest’invidia e sentiamoci orgogliosi del nostro Paese.

Oggi volevo farmi un giro al centro di Roma, ma la pioggia incessante ha rovinato tutto. In compenso vi lascio un piccolo video girato ai piedi del Colosseo.

httpv://www.youtube.com/watch?v=lh0FXVonCu8

PS: ringrazio Vittorio per la bellissima email che mi ha spedito stamani. Ti risponderò al più presto.

PS2: Vi lascio il link del sito di Gabriele dove si parla dell’antologia Sanctuary