3.30 Terremoto

Sono circa le 3.30 quando mi sveglio di soprassalto. Virgola ha iniziato a borbottare insistentemente nella sua cuccia, ma non me ne preoccupo più di tanto. Capita spesso che abbia degli incubi quando dorme. Si lamenta, si agita, sbatte la coda.
Aspetto un po’ nel dormiveglia, se non si tranquillizza mi alzo e vado ad accarezzarla.
Non ne ho il tempo. Arriva la scossa. Spalanco gli occhi, vedo il lampadario che oscilla e i vetri che vibrano, sento un rumore cupo. Sembra di essere in una nave, con il mare mosso. Dura una ventina di secondi, poi tutto torna alla normalità.
L’ultima volta che c’era stato un terremoto dalle mie parti ero molto piccolo, trascorrevo l’estate nel paese di mia nonna dove la scossa fu pressoché inavvertibile. Ieri notte a Roma si è sentita fin troppo bene. Tra 6 e 7 della scala Richter.
Torno a letto, sempre più agitato. Poi stamani, alle 8, scopro cosa è successo. Il disastro in Abruzzo, la situazione catrastrofica all’Aquila e dintorni. E la paura si trasforma in angoscia.
Leggo i giornali, questo articolo di Repubblica in particolare coglie la mia attenzione. Trovate un’intervista anche qui.
Premetto che non mi intendo di sismologia, le mie nozioni risalgono a quel poco che ho studiato alle scuole superiori. Sapevo che i terremoti non si potevano scientificamente prevedere, eppure pare che un ricercatore avesse avvertito del pericolo per lo sciame di sismi che aveva investito l’Abruzzo.
Non so se è una coincidenza oppure la solita superficialità con la quale si affrontano le situazioni. Oppure, spero di no, un modo per far accendere i riflettori su Giuliani. Troppo facile adesso gridare alla coincidenza o alla noncuranza. Il fatto chiaro è che si conosco le zone a rischio eppure, come sempre, devono succedere delle catastrofi prima che “qualcuno” si attivi.
Leggo ancora i giornali, le persone ancora sotto le macerie, gli sfollati. Mi chiedo cosa avrei fatto io, come stanno le persone di quella zona, che conosco virtualmente come Luca Centi o Marco. Spero di sentirli al più presto, di rivederli online sul messenger e che nulla sia accaduto.
E, banale dirlo, ancora una volta mi rendo conto di quanto siamo inermi di fronte a questi eventi, quanto sgambettiamo per le nostre piccole cose tralasciando quelle veramente importanti.

11 Comments

  1. Allo stesso tempo mi sta salendo il nervoso per le dichiarazioni di Giuliani.
    Mentre il numero dei morti in Abruzzo sale, si preoccupa a fare dichiarazioni stampa dicendo che qualcuno gli deve delle scusa.

    Ma va' a quel paese.

    Semmai i governi dovrebbero impegnarsi a investire soldi nelle grandi opere, partendo proprio dalle zone a rischio. Come sempre, parole al vento.

  2. E' stato terribile davvero… Per un attimo ho creduto che sarebbe crollato il lampadario, per come oscillava e ha continuato ad oscillare anche quando mio padre l'ha bloccato dopo la scossa.
    Non oso pensare come mi sarei comportata al posto di quelle persone in Abruzzo… E' angosciante.

    Pamela Miss Black

  3. Ah, mi sono dimenticato di dire che ho finito Estasia1 poco tempo fa. Posso dire solo una cosa: Magnifico!!!
    Andrea

  4. Sto vedendo ora le immagini del terremoto su pomeriggio cinque, è più terribile di quanto pensassi. È tutto distrutto, oltre quaranta morti e tantissimi feriti. È orribile.
    Andrea

  5. Del tipo che fa previsioni per ora non ho voglia di parlare, lo farò in seguito.
    Pare invece che Luca stia bene, anche se ha dovuto "sfollare" assieme alla sua famiglia.

  6. Per Andrea: grazie per il parere su Estasia1. Spero ti piaccia anche il 2 e 3.
    Il tg lo guarderò stasera, già tremo.

    Valbe: totalmente d'accordo.

  7. tra poco comprerò il secondo libro di Estasia e vorrei sapere se nell'indice ho fra i disegni di inizio capitolo c'è qualcosa che ti fa capire chi muore.
    Andrea

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