La cupola di King

Un piccolo aggiornamento dal paese del nord dove, naturalmente, è quasi inverno. O almeno le temperature sono paragonabili a un nostro dicembre.


Nel frattempo ho concluso la lettura dell’ultimo libro di King, The Dome. Dopo l’interessante lettura di The Duma Key, ho deciso di bissare con l’ultimo romanzo, benché la sua mole (più di 1000 pagine) non fosse certo un invito.
Dunque, diciamo che The Dome mi ha lasciato molto perplesso. Rimane lo stile fluido di King, che ti trascina nella lettura senza darti respiro, ma il libro nel complesso appena raggiunge la sufficienza.
L’impasto corale e l’assenza di un vero protagonista spesso tende a distrarre il lettore ma, una volta entrati nel meccanismo della narrazione può risultare anche piacevole. Rimane il King prolisso: pagine e pagine che sono del tutto opzionali e non portano avanti la narrazione in modo significativo. Molto interessante, invece, la caratterizzazione dei personaggi e l’analisi psicologica dei prigionieri all’interno della cupola. Un’evoluzione equilibrata e ben descritta, che sfocia nella violenza e nella follia. Come solo King sa fare, non si discute.
Ma poi… sì, c’è un grosso “ma” in questo libro, e si chiama finale. Ora, con 1000 e passa pagine il signor King aveva tutto lo spazio del mondo perconcludere in modo dignitoso il romanzo. E invece ci troviamo di fronte a una conclusione deludente che abusa di cliché che forse trovavano una buona collocazione negli anni ’80, non più adesso.
Senza giri di parole il finale di The Dome se la gioca bene con quello di IT. E ho già detto tutto.
Poi, non scordiamoci un punto fondamentale: la cupola. Mentre lettore avanza nelle pagine cresce in lui la curiosità di conoscere il significato della cupola. Un’esigenza naturale, imposta dal taglio che King ha dato al romanzo. Ecco, non si può concludere con una sciocchezza del genere. Mi è stato più che sufficiente Lost, non c’è bisogno di bissare quell’inadeguatezza. Io la chiamo presa di giro, fate voi.
Per concludere, un romanzo che non mi sento di consigliarvi. Rimane la letteratura di King, sempre ad alti livelli, ma la trama e la struttura sono davvero mediocri.

 


3 Comments

  1. C’è poco da fare, il finale è il punto debole di KIng, 🙁

    p.s.: mia moglie ti fa i complimenti per l’Aurora delle Streghe, le è piaciuto assai. 🙂

  2. Sento diversi voci che criticano i finali dei libri di King. Quello di IT può essere amaro, ma così sono le perdite e per ogni scelta c’è un prezzo da pagare (affermazione opinabile a seconda del punto di vista). Non se se si possono definire belli, dipende dai gusti ( e io non ho letto tutti i libri di King), ma si può dire che i finali di King siano pieni d’amarezza.
    Posso dire che il finale della Torre Nera è stato di forte impatto, forse non bello, ma come dice l’autore, quello giusto.

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