E-book ed editori

Che piaccia o meno come oggetto, l’iPad è stato un tornado sul mondo dell’editoria digitale. Tanto da muovere persino la Mondadori a esprimere il proprio parere e ad annunciare la pubblicazione dei suoi e-book.

Una disamina più accurata, con riferimenti alla posizioni di altri gruppi editoriali come Mauri Spagnol, è il direttore editoriale della Castelvecchi, Cristiano Armati, in un articolo del suo blog.

Come al solito Apple ha smosso le acque, quando neppure il Kindle aveva scalfito più di tanto gli editori (sebbene molti autori  come Dimitri, D’Andrea G.L., Dazieri ne abbiano parlato più volte). Potenza del brand, potenza del marketing.

Il che mi fa sorridere, l’iPad non ha uno schermo con tecnologia e-ink. Stanca la vista. Dopo poche pagine.

Poi ci sarà da discutere il tema pirateria. Inutile andare a disquisire sul prezzo dell’ebook. Gli mp3 costano 0,99€ circa su iTunes, eppure gli scaricamenti illegali dilagano. Perché ormai c’è il concetto: p2p, digitale, free. Non pago neppure un cent.

Allora, una premessa doverosa. La mia vita non sarà sconvolta. Ho un lavoro che mi permette di vivere, e non è scrivere libri.

Mi metto nei panni però di chi con i libri ci vive. Scrittori, editori, editor, giornalisti e librai. Tutti in pensione? No, ma ci sarà un cambiamento radicale (o graduale). Non vedo prospettive rosee.

Ancora una volta porto l’esempio della musica, perché a mio avviso può essere un termine di paragone. Prima c’era solo la musica. I Beatles, the Voice, Dylan. Poi MTV ha reso il cantante più importante delle sue canzoni. Madonna, Michael Jackson. Quindi gli mp3 hanno messo sul lastrico le industrie discografiche. I cantanti più furbi si sono mossi verso il live (Livenation) gonfiandoil prezzo del biglietto.

I discografici inseguono le comete, che per pochi mesi rimpinguano le casse. Ed ecco gli EP di Xfactor e Amici, tanto per rimanere in terra italiana. E poi, più l’artista è strano e più ci piace. Insomma, Lady Gaga deve continuare a travestirsi come una psicopatica e a truccarsi come una statua di cera. Quando qualcuno vedrà il suo vero volto mi faccia un fischio.

E l’editoria? Qualcosa si è già mosso, ovviamente. Il mktg si basa sempre sulle stesse fondamenta. Melissa P,  scrittori fantasy BabyBoom. Traini dal mondo del cinema e TV. O delle veline. O dei calciatori che scrivono barzellette. Oppure scanniamoci con la politica.

Ok, forse sono catastrofico. Ma a mio avviso la situazione non potrà che peggiorare.

30 Comments

  1. Io ho visto uno spiraglio nella diffusione di pubblicità tramite le opere di intrattenimento.
    Il problema è che non tutte le opere possono avere pubblicità sopra (cosa ci metti su Primo Levi?) e chiaramente chi è interessato a promuovere un prodotto andrebbe a farlo da chi offre i più ampi bacini di pubblico. Ergo, le grandi case editrici vivrebbero tanto e probabilmente meglio di quelle piccole.
    Esiste ancora un altro problema: serviranno tutti questi spazi pubblicitari per il consumo del futuro?

  2. In verità la Mondadori si è mossa già molto prima dell’avvento dell’ iPad. Il sito in cui vendeva le sue ciofeghe di libri digitali lo ha chiuso settimane prima…e, se pensi ai tempi di reazione elefantiaci che ha, probabilmente a cominciato a ragionarci appena è uscito il Kindle.
    Ora ha solo sfruttato il momento e si è messa in scia per cavalcare l’onda dell’attenzione dei media. 😉

  3. Sorry GL, pensa che il venerdì sera non è neppure iniziato. Non voglio immaginare come si concluderà :p
    Sì, corretto, ti eri espresso in alcuni commenti, senza farne un post dedicato.

  4. D'Andrea G.L., grazie (errore comune, non preoccuparti). Però, se mi permetti, mi sono espresso qui e là, ma non ho mai dedicato un intervento diretto alla questione. Urge, come vedo. Lo farò presto.

  5. @Fabrizio: ne parlo proprio domani. Ma ho una visione del tutto opposta 🙂

    @Valbe: vero, in formato lit se non sbaglio? Catalogo molto ridotto, non ricordo se sotto DRM.

  6. Sono d'accordo sul fatto che la pirateria dilagherà, ma anche sul fatto che il progresso è sempre progresso, e non lo si può fermare, purtroppo!Il problema secondo me sta più nel fatto che coloro che ne risentiranno maggiormente saranno le piccole case editrici e non certo quelle grandi come la Mondadori…comunque sarà tutto da vedere e detto tra noi, tra un bel libro dalle pagine di carta e un libro elettronico, preferisco ancora il primo, che sicuramente non si scaricherà come farà un iPad… =) oltretutto a me piace collezionare libri sui miei scaffali…

  7. concordo con silvia……. vuoi mettere la sensazione di girare le pagine, di vedere le copertine ( alcune sono veramente incredibili….. e a volte valgono da sole il prezzo del libro), di entrare in una libreria x sfogliare pagine e pagine… personalmente continuerò a preferire il formato acrtaceo… per due semplici motivi 1) sono collezionista di libri e quindi non ne posso fare a meno 2) già leggendo alcuni testi sullo schermo dopo poco mi fanno male gli occhi, mentre sulla carta no ( và precisato che se un libro mi piace riesco a starci su anche quattro o cinque ore di seguito, mentre sul pc no)

  8. Mi fa ridere l’espressione “gli mp3 hanno messo sul lastrico le industrie discografiche”… intendi che il p2p ha messo in ginocchio le case discografiche? XD

    Tsè quelle se la passano meglio di prima XD

    X-Bye

  9. Secondo me, in Italia, sarà un disastro al quale sopravviveranno solo i più grandi.
    Basta pensare che moltissimi gruppi musicali non si fermano a suonare in Italia durante i tour europei perchè “il nuovo album in Italia ha venduto pochissimo” (ma sono in Svizzera, in Francia e in Austria, eh, mica una puntatina al volo nel Nord della Finlandia e via!).

  10. Ma guarda, per me tanto è stato dovuto al fatto che tra l’arrivo delle tecnologie per il digitale e la vendita dei brani è passata un’eternità. Ormai la gente, anche come mentalità, era “contro” a prescindere nei confronti delle case discografiche. Il gap temporale è stato deleterio, così come le cause legali e la lotta strenua contro il digitale.

    Per me se le case editrici si muovono subito, e se magari assumono qualcuno col compito di innovare (così che l’ebook non sia solo un .pdf fatto meglio di come lo si può trovare piratato in rete, ma magari abbia qualcosa in più.. ipertesti? collegamenti diretti a qualcosa? Boh, ci pensi chi di dovere) e venderanno a un prezzo avvertito come equo (che no, cara Mondadori, non è “metà dall’edizione cartacea” visto che l’edizione cartacea magari viene venti euro… non se col file digitale mi mettete anche limitazioni d’ogni sorta all’utilizzo del file che, ricordiamolo, è puramente digitale) possono inserirsi tranquillamente nel mercato e limitare fortemente il fenomeno della pirateria.
    Poi, vabbè, all’orizzonte spero sempre in un’utopia verso la quale va la proposta di Amazon, con libri sotto i 5 o i 3 dollari in cambio di guadagni maggiori per gli autori. Il che implica guadagni minori per l’editore, ovviamente… minerebbe l’esistenza delle case editrici? Probabilmente. Poche resisterebbero, in questa utopia. Dura lex sed lex, il progresso fa sempre vittime. Prima è toccato agli artigiani e alle piccole botteghe schiacciati dalla grande distribuzione, ora magari all’editoria. It’s evolution…

  11. Musica, libri: fanno parte dell’arte. Ma per essere divulgate occorre avere a che fare con l’imprenditoria, perchè è questo che sono case editrici e discografiche.
    Ora, se l’imprenditoria non comincerà a investire seriamente e in maniera oculata, selezionando prodotti di qualità (ovvero fare la cosidetta ricerca) e non le solite meteore perchè fanno coreografia, allora sarà davvero pianto e stridore di denti come dici tu, Francesco.

  12. arrivo con sommo ritardo a commentare sebbene avessi letto da subito questo post, ovvio che non condivido il pessimismo di francesco. A mio parere il digitale se sfruttato con intelligenza potrà rappresentare unicamente un’occasione per l’editoria. Ma dovranno sfruttarla, con persone esperte sia di informatica che di editoria, che possano dare dei consigli sensati. Oppure faranno come Mondadori che chiude il sito…

    PS: concordo con impo non sono stati gli mp3 ad affossare (posto che siano affossate) la major musicali, ma due altri fattori: il costo assurdo dei cd e la nascita delle reti p2p.

  13. Davo per scontato mp3=digitale=piratabile, non il formato di per sé…
    Ma è vero che la pirateria massmarket (non le cassette copiate, che esistevano anche prima ma avevano minore diffusione) è nata con gli mp3, se vogliamo con Napster

  14. Si si ma avevo capito quello che volevi dire XD Ma per il p2p non ha messo in ginocchio un bel niente 😀 Quelli guadagnano come prima, il p2p influisce poco e niente…

    X-Bye

  15. francesco musicassette=analogico=piratabili e ti dirò erano più facili da piratare. Al tempo costavano pure meno e infatti c’era meno spinta a piratare. Un cd costa uno sproposito e quindi l’incentivo aumenta. Sono situazioni da teoria dei giochi: il rischio è zero o quasi, politicamente conviene rubare a fronte di un costo non proporzionato. Gli editori dovranno ragionare in termini matematici: non è un caso che Apple abbia fatto i soldi con iTunes, 0,99 li spendi, non ti pesano, se anche i libri verranno gestiti in modo simile, chessò un libro a 5€ allora la pirateria sarà disincentivata.

  16. Dai gianrico non è la stessa cosa. Prima dovevi trovare l’amico con la cassetta, fattela prestare e copiare. Adesso accendi il pc, vai u emule e trovi TUTTA la musica del mondo. Ti pare uguale? Neppure paragonabile.
    iTunes ,99 vero. Ma conosco tantissime persone che non spendono neppure quelli e continuano a scaricare. Dimmi che non è la verità…

  17. Concordo con eleas sui costi dei cd e sull'”incentivazione” a piratare; le musicassette costavano molto meno e quindi potevi ache comprarle. I cd quando va bene li trovi a 10 euro.
    Non condivido invece l’ottimismo per gli ebook. E’ vero, potranno costare meno, ma non è la stessa cosa che leggere un libro, non dà la stessa sensazione. E’ una mia opinione, dettata dal fatto che non mi trovo a leggere al computer e ciò toglie molto a quanto un libro può trasmettere.

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