Ritorno da Parigi

Eccomi di ritorno, dopo due giorni di riassestamento e di lavoro intenso.
Il viaggio a Parigi è stato breve ma fantastico, benché sia stata la quinta volta che visitavo la capitale francese. Il bello delle città così ricche d’arte è che trovi sempre qualcosa di nuovo da visitare o ti accorgi di un particolare che ti era sfuggito in precedenza. Poi, come sempre accade, le metropoli cambiano a seconda della stagione in cui le visiti. Ecco, Parigi di primavera è fantastica. Ancora risente delle atmosfere invernali, la sera fa un po’ freddo, il cielo è spesso plumbeo, eppure la vita è incessante, la natura si risveglia, le piazze si riempiono. Come Place fu Tetre, che inizia ad affollarsi di pittori. Un luogo magico, a cavallo tra le atmosfere particolari del Sacre Coeur e quelle roboanti ed eccessive di Pigalle. E poi i miei musei preferiti, il Louvre e il Musée d’Orsay, dove ogni volta rimango minuti e minuti ad osservare la Gioconda, Amore e Psiche, la Venere di Milo, i dipinti del Botticelli, la Camera di Van Gogh, Monet e tanto altro. Servirebbe un mese solo per questi due musei.
Ma il bello di Parigi è proprio passeggiare tra i suoi lunghi viali, passare sotto la Tour Effeil, camminare lungo gliChamp Elysées fino all’Arco di Trionfo. Non smetterò mai di rimanere a bocca aperta. Che dire poi di un giorno trascorso a Disneyland di puro divertimento, oppure di una capatina ai giardini di Lussemburgo o Versaille. Luoghi magici e fantastici.
Infine, l’ultimo giorno sono andato al cimitero di Pére Lachaise. Erano dieci anni che non ci tornavo, ma ho vissuto la stessa emozione, sotto un cielo gravido di pioggia. Un museo cielo aperto, dove si può dare l’ultimo saluto a Edit Piaf, Jim Morrison, Gay-Lussac, Moliere, Oscar Wilde e tanti altri.
Spesso capita di chiedersi quale sia la capitale europea più bella, e sempre si finisce a discutere tra Roma, Londra e Parigi. Non lo so, sono tutte città che hanno un fascino unico e incomparabile. Londra la metropoli undergound, Parigi raffinata e borghese, Roma classica e densa di storia.
Non vi è una risposta, l’unica soluzione e continuare a visitarle. Per tutta la vita.
Trovate un po’ di foto sul mio album facebook: http://www.facebook.com/album.php?aid=67812&id=595891574

4 Comments

  1. come al solito fai tutto al contrario: dovevi partire da place d'etoile (arco di trionfo) per poi risalire sugli champs elisèe fino a place de la concorde (quella con l'obelisco)e attraversarla per giungere ai giardini d'etuileries (con annesso palazzo), se non ricordo male è il percorso che ero solita fare io quando vagabondavo nella "borghese" ville lumiere.

    una curiosita: ma ti hanno fatto salire sulle giostre a disneyland? no perché sai… mi sembra di ricordare che ci sia bisogno dell'altezza minima di un metro e dieci.

    ciò che mi preme di più sapere, però, è se hai prenotato un posto a pere lachaise, la vita è breve Francesco!

    baaaaciiiiii

  2. Beh, ma io mica ho fatto un giro borghese come te 😉
    Per Disneyland ti sbagli, l'altezza minima era 1.20 :p

    Ah, magari per Pere Lachaise! Mi sento molto poeta cimiteriale ultimamente… lol ^_^

  3. hai ragione ma io ero sola e minorenne quindi non potevo avventurarmi oltre un giro borghese…

    apunto, quindi le giostre non le hai fatte. ohhh mi dispiace tesoro!

    sul cimiteriale sono pienamente d'accordo con te, sul poeta… beh dovresti diventare un po' più alcolizzato o drogato o almeno un tantinello gay, insomma tutte cose che non potrebbero che aumentare la tua sensibilità che, come tutti ben sappiamo, è ferma all'età della pietra. insomma sei troppo…. come dire? … ecco: BORGHESE!

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