The War and The Quest

Riporto sotto una lettera spedita dalla nostra Elena. Sinceramente mi ha lasciato sorpreso, è strano ma al contempo interessante vedere come dopo qualche mese dalla lettura di "Estasia", di sua sponte abbia deciso di porsi alcuni interrogativi. Questione a mio avviso per nulla scontata, specie per chi si accinge a scrivere una storia fantasy su un foglio bianco. In un certo senso, ha capito il messaggio intrinseco in Estasia: la quest. Ma il punto sta in cosa si intende per "ricerca". C’è la versione più semplice e immediata, ossia il viaggio di Danny Martine alla ricerca delle Nove Luci della Corona Incantata, e un viaggio con sfumature diverse. Un percorso dall’età del bambino a quella dell’adolescente, dal sogno con cui vive i primi capitoli, al dubbio interiore successivo. E’ la riscoperta del nostro mondo, in un viaggio che porterà proprio a discernere il suo opposto (Palazzo dell’Inverso). Sono felice che Elena  l’abbia sottolineato. Sia ben chiaro, non pretendo assolutamente nulla dal lettore. Ognuno è libero di leggere e interpretare come desidera.

Pensavo al fantasy in generale e al valore che questo genere tende a voler esprimere, cioè la vittoria del bene sul male.  Pensavo che il modo più “semplice” per poter affrontare questa questione, per poter far risaltare il valore di un personaggio fosse quello di metterlo in una situazione estrema come potrebbe essere una guerra.

 Inutile dire che sono rimasta un po’ delusa, perché anche se è vero che questo può dimostrasi “l’espediente” migliore per far risaltare doti come il coraggio e la bontà d’animo dei personaggi, è anche vero che è molto lontano da ciò che la vita del nostro secolo propone a noi giovani in paesi di pace. Leggere le gesta di cavalieri ed eroi è senza dubbio avvincente e dà al romanzo un ritmo diverso, ma ci possiamo immedesimare fino in fondo nei sentimenti di un personaggio che affronta una cosa così lontana da noi? La vera guerra che gli uomini vivono al giorno d’oggi è una guerra quotidiana, fatta di piccole battaglie, della difficoltà di vivere e di ricercare una condizione mentale, fisica e sociale migliore. Pensando queste parole mi sono fermata un attimo sul termine più importante: “la ricerca”.

È stato in quel momento che mi è venuto in mente un altro romanzo fantasy che però, una volta tanto, non parla di guerra, ma di ricerca.

Non ci ero arrivata ancora a questo livello di lettura.

Il vero eroe è colui che intraprende una ricerca, anche se non è consapevole dei rischi che affronterà. Un eroe che si muove sì contro un nemico più grande e potente, ma che nella sua avventura non affila doti di spadaccino, o capacità di comunicare con bestie mitologiche, ma semplicemente apre gli occhi sulla realtà che lo circonda.

Insomma mi verrebbe da dire che Estasia è un fantasy-contro-fantasy. Mi spiego, il messaggio del libro era chiaro fin dall’inizio, ma per come lo vedo adesso sembra che sia stata aggiunta una postilla: mentre tutti viaggiano nei loro mondi lontani fra draghi, cavalieri e bacchette magiche, la realtà si allontana sempre più e gli eroi quotidiani che potrebbero intraprendere la loro ricerca di una vita migliore, sognano di essere altrove. Insomma credo che lo rileggerò per confermare questa mia tesi.

….

Estasia2 ci sia una guerra. Nooooooooooooooo

….

Elena

36 Comments

  1. Beh,quando leggo un fantasy lo faccio proprio per fuggire dalla realtà quotidiana,che mi piace troppo poco.

    Nella società di oggi siamo uomini che combattono quotidianamente per “sopravvivere”,più che vivere.

    E troppe volte combattiamo già sapendo che perderemo.

    Almeno un buon libro fantasy ci lascia liberi di poter sognare la vittoria.

    O almeno spero…

  2. anche a me Faus piace farmi trascinare dalle emozioni della lettura sia chiaro, però, proprio come dici tu la letteratura fantasy ci trascina in mondi lontani per farci dimenticare quelli più vicini, ci rassicura che il bene vince sempre e comunque, poi apriamo gli occhi e ci accorgiamo che tutto è diverso, che non ci sono eroi se non noi stessi. insomma il messaggio finale o, se la vuoi chiamare così, la morale (termine orrendo a mio avviso) è che dovremmo prendere coscienza di ciò che ci sta intorno e lottare a nostro modo per la RICERCA di una vita migliore.

  3. Guarda, il mondo è bello perchè è vario. Io la penso come voi, ma più volte ho sentito criticare che gli autori fantasy italiani non “italianizzano” il fantasy che scrivono. Ripeto, de gustibus, ma scrivere un libro ambientato in italia o con richiami chiari alla storia italiana, non è nelle mie corde. Anche se ciò non significa che un giorno non potrei provare a leggerne uno. Ma, come voi, mi piace evadere in un fantasy.

    Purtroppo, ciò che non mi piace più, è forse il fantasy medioevaleggiante o alla tolkien. Sinceramente ne ho abbastanza.

  4. Sono abbastanza allineato con voi.

    Sul fantasy “medioevaleggiante” purtroppo anch’io ho qualche riserva.

    Bisogna dire che è piuttosto comodo ambientare un libro in un medioevo fantastico. Ci si trova una società pronta all’uso (feudalesimo, corporazioni, odi razziali ecc…).

    Si possono utilizzare svariati tipi di armi e richiamarsi ad antiche battaglie e strategie senza fare sforzi inventivi.

    Però così facendo si creano libri un pò piatti e, parere mio, ripetitivi.

    A questo punto meglio un bel libro storico senza infarciture di strani esseri e/o improbabili situazioni.

    Ottimo esempio l’ultima trilogia di Altieri.

    Esempio un pochino meno fulgido Hyperversum che inizia in maniera un pochino pigra proponendo una trama vista e rivista (mio personalissimo parere anche qui).

  5. Argomento interessante…

    Siamo abituati forse ad elementi ormai prestabiliti quando pensiamo al fantasy o all’evasione tanto che quando questi vengono sottratti si fatica a comunicare l’alternativa al lettore.

    Eppure il messaggio rimane lo stesso! Il senso di un viaggio non e` forse il viaggio stesso?

    Estasia e`il contemporaneo parallelismo tra terreno e sospeso.Il suo moto e` un filo che attraversa e lega spirito e materia riflessi negli specchi dell’io e del quotidiano.

    Il suo potere…quello di raggiungere il cuore delle persone anche a distanza di tempo , lievemente ma profondamente.

    Comunicare in questo modo e` si piu`difficile ma anche piu`efficace perche`scalda l’inconscio.

    Scritto da adolescente e illustrato con lo stesso spirito Estasia racchiude quella purezza che la vita violenta , e la vittoria contro il pudore di sentirsi in parte sempre adolescenti.

    Oggi piu`che mai la semplicita` non e`un limite…ma una virtu`!

  6. Mario: Estasia è un libro particolare, un libro che son stato molto contento di dare in lettura a mio figlio. E son stato altrettanto contento quando ho capito che lo apprezzava. 🙂

    Ma con questo non voglio dire che è un libro per adolescenti, piuttosto è un libro “formativo”.

    Ed io son convinto che a tutte le età si possa “ricercarsi” e “riscoprirsi”. 🙂

  7. Chissà forse c’è anche la ricerca dell’autore da bambino a pseudoscrittore 🙂

    Per l’argomento Medioevo, alla fine credo sia solo uan questione di gusti. Forse le mie esigenze attualmente mi spingono a altri tipi di fantasy. Mi è piaciuto moltissimo Philip Reeve, per esempio. Particolare. Essenzialmente sono alla ricerca di romanzi “contaminati”.

  8. Se togli lo “pseudo” ti dò ragione 😉

    Riguardo alla tua attuale “sete” di letture ti consiglio: David Brin, Jacqueline Carey e Lois McMaster Bujold 🙂

  9. io non intendevo che bisognerebbe scrivere un fantasy legato alla storia del nostro paese (che fantasy sarebbe?), bensì parlavo dell’importanza di un fantasy di ricerca che sia più vicino alle esigenze che potremmo avere per poterci immedesimare nella storia, invece di un fantasy in cui il modello è un eroe che si limita ad uccidere tanto per il gusto di farlo. ovviamente come dite voi de gustibus!

  10. E io non l’ho ancora letto estasia…

    Mentre preparate la forca dico la mia: io leggo di mondi lontani dove gli eroi si sbattono e vincono; questo mi fa venire voglia di riportare indietro qualcosa e di migliorare me stesso in questo mondo, molto di più di ciò che riuscirei a fare leggendo un fantasy ambientato già da queste parti.

    E poi troppe volte la mia vita sembra mancare di una Quest, non nego che certe volte cerco in un libro un buon suggerimento.

    Enjoy!

    P.S. avevo pensato a favri questa domanda a Romics “Pensate possibile un fantasy senza sbudellamenti?” ma poi ho sentito la concezione all’acciaio di Licia (la mia stessa) e amen…

    P.S. Ieri roma fiumicino 16 km di coda. Direi che ci è andata bene… ^^

  11. Naee: sono d’accordo con te. Un eroe moderno deve innanzitutto vincere le sue paure ed arrivare alla conclusione che “la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.

    Però, personalmente, preferisco i protagonisti che si fanno prendere dall’ ira, mi piace l’epica.

    Del resto gli scritti che amo di più sono l’Iliade e Berserk 🙂

    Mecha: ma certo che è possibile un fantasy senza sbudellamenti, leggi Estasia e lo capirai 😉

    Quello che non è possibile è un romanzo epico senza sbudellamenti.

    E Licia è una che di epica se ne intende assai 😉

  12. Sorry, oggi battaglia virgoliana per la salvaguardia della terrazza. Virgy ha deciso che la nuova moda della terrazza è stile famiglia Addams. Ogni fiore reciso.

    Torno tra voi fra poco, le osservazioni sono interessanti.

    X Valbe: ok, ma tu non hai letto E2 ancora. Una saga si voluta passo dopo passo, del resto 😉

  13. Samuel Johnson diceva più o meno così : “Non c’è bisogno di mangiare tutto il bue per scoprire se la carne è buona”.

    Quindi dalla sola lettura del primo libro mi permetto di dire che sei un bravo scrittore 🙂

  14. Eheheh, riguardo alla renna le ho dedicato un “cameo” nel mailracconto :

    “Ti sto scrivendo dal castello di Avilian, siamo ospiti del conte Falconi che, per inciso, ti manda i suoi saluti e dice che sente la mancanza di quelle belle cene che facevate e dell’ottima carne di renna che tu cucinavi.”

    😀 😛

  15. Personalmente amo il fantasy non perché mi dia la possibilità di evadere ma perché mi dà la possibilità di veder “concretizzati” i sentimenti e le esperienze della mia anima. Non so come spiegarlo…un paio di esempi su tutti: un guerriero che dà battaglia, per me è una trasposizione concreta di quello che io vivo interiormente quando dò un tutt’altro tipo di battaglia. Oppure, il classico contrapporsi tra il bene e il male, impersonato nel fantasy da tizio o da caio, non fa altro che rendere “tangibile” la mia realtà, sospesa appunto tra la tentazione del male e la mia aspirazione al bene. Effettivamente altrimenti non riuscirei a spiegare come io possa immedesimarmi nei personaggi fantasy…

    Detto questo…preferisco il fantasy epico dopotutto. Ma aspetto di leggere Estasia! Sono aperta a tutti i tipi di lettura, mai avuto limiti in questo 🙂

    Francesca*

  16. valbe valbe ma…. hai riservato anche un posticino per naeel nel tuo racconto? sai com’è, sono già in un romanzo pubblicato da poco e adesso le mie manie di protagonismo di moltiplicano, ahahahahahhaha

  17. Naeel: certo, conto di metterci tutti quelli che incontro sulla blogpalla 🙂

    E tu sei un personaggio troppo interessante 😉 Comunque ti spoilero che la tua casa è su un monte che si chiama Phate 🙂

    Mario: eh visto come disegni e anche come scrivi come si può non notarti 😉

  18. Pensavo ad un nome fatto a neon lampeggiante…di quelli da hotel di quinta categoria ad un piano ,che si incontrano lungo le strade nord americane.

    Un neon colorato che appaia ogni volta che entrate qui..si.

    Uhm…basterebbe?…

    So`i regazzini che me preoccupano se ce se divertono a tira` e breccole pe rompelo..

    ” Oggi sono l’altro me” …ah dimenticavo…

    il 18 sarebbe il mio 25 compleanno..e.. beh ecco…

    …avete capito…!

  19. No, no. Sotto gentile concessione, sarà proprio Lady Naeel. :=)

    Poi, come l’abbia realizzata, è tutto un altro paio di maniche 🙂

  20. eheheh son curioso di scoprirlo 😀

    ummm….ma secondo te di che colore lo vorrà il neon Mario ?

    Ma non si potrebbe fare una di quelle insegne di lampadine stile anni trenta ? 🙂

  21. dunque non ben capito il farneticante discorso sul neon del fratellino. (bada a come rispondi mariettoaltrimenti non ti faccio il regalino per il birthday)

    valbe il monte phate? ahahha il mio nome sarà mica sauronna? oh cielo!

    ahahahhah

    fra: puoi dire quel che vuoi sono e sarò sempre una lady, anche se non oso immaginare come mi hai guidato nel tuo romanzo… ok sì, ammetto, HO PAURA!

  22. IO HO LETTO CHE…beh non posso dirti nulla sorellina ma… i capelli alla sailor moon per frustare …ti donano, bravo Francesco..bella trovata!

  23. bene mi mancava di incarnare il drago dopo esser stata una strega, una principessa e una boh.

    mario i capelli alla sailor moon? deve averlo ispirato il mio animo marinaio (beh anche il mio frasario)

  24. Arrivo tardi, scusate se ripiombo al volo sul post.

    A mio avviso é vero quello che fa notare Naeel.

    Personalmente riesco ad apprezzare i diversi stili di Fantasy, é bello trovare storie che escono dai canoni. Fantasy con eroi impavidi e spadoni enormi ce ne sono già troppi.. nonostante cio’ si fanno leggere, scorrono, forse lasciano poco dentro, ma probabilmente il loro scopo é prevalentemente intrattere.

    Ci sono poi Fantasy “educativi”, ultimamente mi é capitato di leggere L’ultimo Elfo e L’ultimo Orco, li trovo straordinari, forse proprio perché riescono a miscelare diverse componenti. Pur essendo di impostazione classica, vanno oltre, c’é un percorso di crescita nei vari protagonisti.

    La violenza c’é, eccome, anche abbastanza cruda, ma

    ci ricordano valori che spesso presi dalla nostra vita quotidiana dimentichiamo. E’ un mondo lontano quello di cui parlano, eppure vicino, perché i temi che tratta li viviamo quotidianamente.

    Personalmente apprezzo entrambi i generi, ma credo che soprattutto nel fantasy per “ragazzi” sarebbe meglio trovare piu’ senso e meno sangue, spade e vendette (con questo non voglio dire uno é bene l’altro é male..)

    In questi giorni sto leggendo la continuazione della trilogia dei Lungavista, a mio avviso un “fantasy” con i controça**i, molto medievaleggiante eppure anch’esso pieno di significati che vanno oltre la violenza presente nella storia.

    Tra i libri per ragazzi ho pescato anche la trilogia “Queste oscure Materie” che per ragazzi alla fine non é, anche questi interessantissimi.

    Taglio, la sto facendo troppo lunga, comunque il discorso é interessante,

    fa riflettere non poco..

    scusate i post kilometrici.. Naeel arriverà con il martello di Thor per punirmi. 🙂

  25. no, non ho il potere di punire (non in questo blog).

    comnque grazie del commento. concordo con te quando dici:”la sto facendo troppo lunga” ahahahahahhahahaahhahahah

    un bacio

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