Miti Italiani

Credo tutti voi abbiate appreso la notizia del decesso di Pavarotti, TV e giornali ne sono pieni. Allora, frankly speaking, non ho mai avuto un’eccessiva simpatia per Pavarotti come persona, ma non posso non ritenerlo un personaggio di grandissimo valore artistico. Per chi fosse poco informato su di lui, Wikipedia sarà ancora di valido aiuto. Pavarotti, che lo si ami o no, è senza dubbio una stella italiana nel firmamento mondiale, cosa per nulla scontata. La bella italia, tanto apprezzata nei paesi latini, è categoricamente tagliata fuori dalle grandi UK e USA in ogni campo artistico: musica, libri, cinema. L’unico forse a salvarsi è quello della moda. Ovvio, si può obiettare su quello culinario, ma forse è un’arma a doppio taglio per affibbiarci il simpatico appellativo di "pizzaioli mafiosi".
Purtroppo di queste stelle, ce ne sono sempre meno. Benigni, Loren, Bellucci, Ramazzotti, Pavarotti… in pochi hanno sfondato le porte oltremanica e oltreoceano.
Restringendo il campo visivo, anche l’editoria è affetta dallo stesso morbo. Mentre le nostre care case editrici sono pronte e ingurgitare le pillole inglesi e statunitensi, troppo spesso cadendo nella totale spazzatura, è molto raro che un autore italiano sfondi in quei paesi. Soffermandoci sul campo fantasy, a parte i nomi dei grandi Martin, Rowling, LeGuin, Erikson  etc… sugli scaffali vanno a finire libri esterofili di qualità pessima, che durano pochi mesi. Anche Licia Troisi, senza dubbio la più venduta nel panorama fantasy italiano, non è ancora riuscita a raggiungere America e Inghilterra (e noi tutti ce lo auguriamo presto).
D’altro canto gli esordienti italiani devono faticare sette camice per aggiudicarsi una pubblicazione o la minima considerazione da parte di una casa editrice. Altrove capita di vedere romanzi scritti da autori italiani sotto pseudonimo. Esatto, il male dell’esterofilia non solo impatta il mondo editoriale, ma anche quello dei lettori. Può risultare incredibile ma è un dato di fatto: piazzare un nome inglese sopra un libro fa vendere più copie.
Probabilmente scrivere "Estasia di Frankie BigHawkes" (come mi hanno chiamato scherzosamente in una discussione similare) avrebbe venduto il triplo. Non solo, le critiche sarebbero state più lascive per vari motivi: qualche errore sarebbe stato colpa del traduttore, non del povero bistrattato autore anglosassone, e la polemica meno aggressiva, tanto lo scrittore straniero non l’avrebbe letta né si sarebbe offeso, ergo non avrebbe avuto senso accanirsi senza soddisfazione.
Un autore italiano è qualcosa di più tangibile, maltrattabile e rispecchia la frase "perché lui e non io".
Beh, sicuramente gli autori italiani – me compreso- devono migliorare e dare più dignità e  respiro al fantasy ma, a mio avviso, anche le case editrici e gli stessi lettori  dovrebbero sforzarsi a cambiare le cose. Altrimenti è come accendere una candela in mezzo a un tifone.

30 Comments

  1. I personaggi italiani che hai citato non mi piacciono per nulla( a parte la Bellucci e parliamo di estetica 😉 ). Han tutti contribuito a diffondere lo stereotipo dell’ italiano. Ieri poi ho letto su Pavarotti sproloqui inverosimili, l’han pure definito il più grande cantante lirico di tutti i tempi, vabbè saran gli stessi che chiamano tenore Boccelli. 🙁

    Comunque abbiamo anche altri testimonial ( Montalcini, Rubia, Piano, Giacconi, ecc…), il problema è che fan poco notizia, pure qui in Italia. Prova un pò a chiedere a qualcuno se sa chi è , ad es. , Riccardo Giacconi. 🙁

    Il fatto è che noi italiani siam maestri nel denigrarci, ci lamentiamo che per gli americani siam “pizza, mafia e mandolino” eppoi veneriamo persone tipo la Loren e schifiamo i nostri scienziati. 🙁

    Riguardo alla letteratura stessa cosa, si portano in palma di mano quattro o cinque insulsi tromboni e per i generi e i giovani emergenti nulla. E se penso a quanto siamo indietro riguardo ai fumetti, ormai vere ed assolute opere d’arte (Watchmen, Berserk, 300…..) nel restante mondo.

    Mah, la vedo male 🙁

  2. io non so chi sia richard bigjacket. comunque mi è sembrato di capire che francesco facesse riferimento al settore artistico (anch se la bellucci di artistico ha solo il fondoschiena, che tanto prsto inizierà a cedere ahahaha).

    io cercherei di guardare la questione da un altro punto di vista: in rapporto alla popolazione statunitense, gli autori americani che riescono ad attraccare nei porti europei sono davvero pochi. insomma chissà quanti illustri sconosciuti scrittori ci sono negli states. non per ultimo bisogna citare il vero problema: I COSTI faraonici della distribuzione in un territorio così vasto. no?

  3. Dunque, lasciando stare il fatto che la Bellucci non sa recitare, mi riferivo al cinema. Ma di attori famosi all’estero, ce ne sono pochi.

    Pochi americano che attraccano nelle librerie italiane? Sei sicura? Forse saranno il 50% degli scrittori USA ok, ma mettiamoli in paragone agli italiani, li superano.

    Questo è sbagliato, chissenefrega quanti ne arrivano, ciò che dico è che il numero di libri stranieri in libreria è superiore a quelli italiani. Questo E’ SBAGLIATO.

  4. senti stai calmino eh! mi devi sempre far incavolare?

    quello che stavo dicendo è che se in italia ci sono (poniamo il caso) 1000 autori degni di questo nome, in america ce ne sono almeno 200.000 per ovvi motivi di popolazione. naturalmente molti di questi sono prodotti da gruppi editoriali fortissimi. lo stesso accade per la musica. giorgia è certamente meglio di quella che canta “umbrella” ma quella è prodotta sicuramente da una major che si può permettere anche flop milionari…

  5. @Naeel. esatto sono tutti personaggi dello spettacolo anzi dell’avanspettacolo, Pavarotti compreso (prendendo gli ultimi 15 anni di carriera). Quindi all’estero se vedono un libro di Licia Troisi si diranno: “Ah, un’italiana, sarà un libro comico o forse favole per i bambini, magari son ricette. Comunque mi sembra di averla già sentita, ah si sarà parente di quel comico, quello del film con la Cucinotta.”.

    E il terribile è che un pochino c’è il rischio che lo pensino pure gli italiani.

    Io son fermamente convinto che Licia Troisi sia artisticamente “superiore” a Tolkien e anche il padrone di casa valga ben più che un Brooks ed in futuro ci farà veder meraviglie.

    Però su Anobii e sui forum mi limito ad esprimere giudizi su Tolkien e Brooks, non posso fare paragoni, altrimenti si comincia a denigrare Licia o Francesco che “devono” essere inferiori agli anglosassoni.

    Ovvio che non tutti sono esterofili ma temo che la maggior parte lo sia 🙁

  6. X Naeel: hai passato un mese in tutta tranquillità, è l’ora di ritornare nei ranghi,no?

    Il discorso che tu dici, forse non mi è del tutto chiaro. E’ vero, ci saranno 200.000 autori contro i 100.000 nostri, ma le librerie in America non sono il doppio delle nostre. Forse è diverso l’approccio, in America c’è una competizione interna, noi dobbiamo lottare soprattutto con loro e con il pregiudizio.

    X Valbe: io personalmente non amo fare paragoni fra libri, perché credo sia molto difficile azzeccarlo. Licia e Tolkien mi sembrano distanti anni luce, l’unica cosa che hanno in comune è l’aver creato un mondo, cosa che del resto fanno tutti gli scrittori fantasy, più o meno. Il fatto che ci siano mezz’elfi e nani non è certo un termine di paragone. Preferisco dire perchè un libro mi è piaciuto o no, indipendentemente l’uno dall’altro. Per il resto, sull’esterofilia dilagante, sono in perfetto accordo con te.

  7. vabè quel che ha fatto pavarotti della sua carriera personalmente non m’interessa, ma ai bambini kosovari che possono usufruire degli ospedali e delle scuole costruite grazie al pavarotti and frineds magari interessa!

    è vero che ci sono molti scritori stranieri ma io sono per il pluralismo.

    a me sembra strano che gli editori statunitensi non si preoccupino di cercare talenti stranieri da distribuire sul loro mercato, magari non rimangono colpiti, boh.

    quanto al paragone troisi-tolkien starò zitta che è meglio. dico solo 2 universi distanti, ma molto distanti.

  8. Infatti il “superiore” era tra virgolette proprio perchè son cose abbastanza diverse. 😉 Comunque è del tutto legittimo, secondo me, far paragoni al fine di stabilire un criterio di bellezza. In fin dei conti cosa ci fa sembrare qualcosa “bello” se non il suo contrario: il “brutto”. ? 🙂

    Ma qui il discorso si farebbe mooolto lungo, magari prima o poi lo facciamo in compagnia di una buona birra 😉

    @Naeel: su quanto del suo patrimonio ha donato Pavarotti non discuto, non lo so, spero molto (detto senza nessuna ironia). In ogni caso non intendevo certo denigrarlo, ci mancherebbe, è pur sempre stato un grande tenore, il giudizio è sull’artista non certo sull’uomo. 🙂

    Sul paragone Troisi – Tolkien ho specificato che la ritenevo “artisticamente” superiore.

    Mi spiego meglio: se vedo un quadro di Picasso e uno del Caravaggio credo di poter dire quale mi piace di più e perchè, anche se sono modi di dipingere molto diversi. 🙂

  9. X Valbe: era solo un confronto di idee, ci mancherebbe altro che ripetessi qui cose che vedo in altri forum.

    Anzi, se vuoi dire che il mio Palazzo dell’Inverso è migliore dell’Inferno dantesco, lo accetto non ti preoccupare.

    Ok ho pisciato fuori dal vaso, era per ridere.

    Pisciare… pisciare…

    VIRGOLA MAREMMA SUINAAAAAAA!!

  10. oh virgola ti prego falla in soggiorno, ti prego, ti prego, ti prego.

    oddio speriamo bene! mi domando se quando avrai un figlio lo dimenticherai al supermercato.

  11. Concordo in pieno con il primo post di Valberici,prima ci diamo la zappa sui piedi e poi corriamo a piangere,è sempre stato così per noi italiani.

    Per il resto (tema libri,perchè di Pavarotti s’è detto tutto,anche troppo!),sono d’accordo con Francesco BigHawkes.

    Il discorso è un po’ come per il campo musicale,nel quale son più ferrato.

    Troppo spesso quelli bravi non sono valutati per quello che sono davvero,si preferisce seguire una moda piuttosto che dire “Toh,questo è bravo!”

    E poi tutto ruota attorno al soldo,un nome straniero è calamita per i money,quello italiano (tranne i soliti noti) no.

    Secondo me,se i lettori iniziassero a prediligere un pochino di più gli scrittori nostrani (parlo di fantasy),allora le case editrici dovrebbero per forza fare qualcosa.

    E parlo io,che finora ho letto solo scrittori fantasy stranieri!!! -_-

    Perchè,da buon idiota,ignoravo il mondo fantasy italiano! -_-

    Mi rifarò,vi leggerò tutti 😀

    Buon weekend a voi 🙂

  12. Allo pseudonimo, alla fine, ci pensiamo tutti. Questo è un fatto assodato… perchè se sulla copertina di un libro c’è scritto Moony e non Simona la mano dell’acquirente è più lesta.

    Se scrivi poesie o mainstream, con un bel nome italiano ce la puoi fare, ma quando scrivi fantasy e pure qualche editore ti risponde “sorry, prediligiamo autori stranieri”… be’ un po’ di rabbia ti viene e vorresti chiamarti con la y.

    Chiudo e mi incerotto la bocca.

  13. Quoto Faus, purtroppo da quel poco che so, in Italia c’é una sorta di Clan, almeno nel fumetto, parlo di questo perché provengo da li, sull’editoria in generale non mi pronuncio anche se ho forti dubbi che il sistema si riproponga. Nel fumetto dicevo i giovani non vengono aiutati ad emergere e se vuoi lavorare con i “Big” (Gosh..leggi: Bonelli) ti devi adattare.. altrimenti autoproduzione o piu’ semplicemente…Emigrare..

    Cosi’ tutti i migliori fumettisti si fanno un bel passaporto francese, pubblicano in francia le loro opere che verranno successivamente tradotte per noi italiani.

    Alcuni che ho avuto la fortuna di conoscere, tra le migliori matite d’italia, non venivano nemmeno considerati sul suolo patrio, eppure lavorano per marvel, DC comics, per les humanoides associés, si riciclano come Character designers ecc..nel cinema, nei videogames..

    e da questo lato, se stiamo a guardare, sono molti gli italiani all’estero conosciuti, la Pixar ha diversi italiani che lavorano ai suoi film ad esempio, certo é gente che non viene conosciuta dalle masse ma che viene apprezzata nell’ambiente.

    poi ci sarebbe il discorso del ricambio generazionale.. che ci vorrebbe in ogni campo..ma tutti sono saldamente incollati alle loro poltroncine..beh non mi dilungo piu’ di tanto anche perché poi mi sale il groppo..e non voglio certo tediarvi.. ah, come dite? l’ho già fatto? ;P

    Tornando agli autori Italiani, sto finendo ora di leggere “L’ultimo Elfo” di Silvana de Mari, un piccolo tesoro a mio avviso. Illustrato da un mio Ex professore di Illustrazione, Gianni de Conno (sue anche le copertine della trilogia di Bartimeus 🙂 insomma di gente brava in Italia ce n’é molta e sta a noi per primi valorizzarli e richiederli..

    ps: @valbe, certamente tu puoi dire preferisco questo quadro a quest’altro, ma é a mio avviso riduttivo e superficiale.. non sono solo 2 modi di dipingere diversi, sono 2 vite diverse, 2 percorsi, 2 periodi, 2 culture differenti, ecc ecc.. insomma fare paragoni in arte, che sia scrittura pittura scultura ecc, mi sembra (personalmente parlando) inutile, non si puo’ oggettivamente stabilire un criterio di bellezza, si possono approfondire le conoscenze e le tematiche dei vari autori e amarli piu’ o meno di altri, non paragonarli, questa almeno é la mia idea. 🙂

  14. joy non ti sembra di essere un tantino LOGORROICO. guarda che puoi anche scrivere commenti inferiori a 637 parole!

    ahahhahahahahahahahahhahah tranquilli siamo in confidenza, altrimenti non mi sarei mai permessa….. o forse sì!

  15. @Joy: ma se non stabilisci un criterio di bellezza allora vuol dire che ti piace tutto alla stessa maniera. si dunque fortunato, per te qualsiasi cosa è bella 😉

  16. senti valbe secondo me hai sbagliato quando hai specificato “artisticamente”. dire che licia è artisticamente migliore di tolkien vuol dire che è più brava a scrivere… se non è questo che intendevi dovevi specificare che la preferisci per determinati dettagli, idem quando elogi francesco il cui talento non metto in dubbio, ma di cui non puoi aver letto più di un libro, al contrario di brooks. insomma d’accordo la solidarietà con i giovani scrittori italiani, ma per favore non rendiamoci ridicoli solo per compiacere giovani artisti e poterci sentire ben voluti nei loro mondi virtuali, le persone mature non hanno bisogno di adulatori. (stai meditando di bannarmi fra, tu lo sai che io non mento MAI).

    e comunque…

    l’arte non ha tempo e non ha paramentri di bellezza se non la qualità delle emozioni che suscita.

  17. @Naeel: mi rendo conto che sembro un adulatore però, anche se mi pare di averlo già scritto, ti posso anche dire che reputo Stroud superiore ai due da te citati. E non ho nemmeno nessun problema a dire che a Fra preferisco Licia anche se, come dici, lui ha scritto un solo libro e quindi si vedrà.

    Normalmente sono una persona più “sgradevole” di te 😉 Però se intervengo in un blog è perchè il suo propietario mi sta simpatico (almeno nella sua dimensione virtuale). Ovvio quindi che ho un atteggiamento “amichevole”.

    Riguardo all’ “artisticamente” mi sono già espresso diffusamente su anobii e su amemi. Magari appena mi vien l’estro lo scrivo anche qui 😉

  18. @Valbe decisamente non é quello che intendevo, parlavo dei paragoni, che a mio avviso sono inappropriati e se leggi il commento dico anche che alcuni autori-artisti si possono amare piu’ di altri. Se non ho specificato che alcuni si possono anche non apprezzare o esserci indifferenti me ne scuso, pensavo fosse chiaro limpido crstallino e palese ah si nonché..ovvio..

    @Naeel, sicuramente ti saresti permessa comunque 😀 ok, non ho il dono della sintesi me ne rendo conto non siamo tutti fortunelli come te ;P e non minacciarmi di incantesimi e pozioni malefiche varie che con me non attacca.. come? hai altre frecce al tuo arco? scusate ma in questo caso me la filo..e di corsa.. ;P

  19. Attento Joy, Naeel è una creatura espulsa perfino dalle viscere dell’inferno :=)

    Per Valbe: guarda per quanto mi riguarda, non c’è davvero nessun problema su preferenze e paragoni. Tanto meno per Stroud che adoro o Licia che è mia amica. Del resto, proprio competizione letteraria non riesco a provarla. C’è posto per tutti in questo piccolo grande mondo, e per ogni gusto dei lettori 😉

    Buona notte bianca!

  20. @DannyM

    Naeel espulsa dalle viscere? No guarda ti hanno raccontato male, in realtà ora l’inferno non ha nemmeno piu’ una bocca figuriamoci le viscere, da quando é passata lei sono stati avviati diversi gruppi di incontro e comunità per demoni e spiritelli

    depressi, in stato di shock, nonché gravemente contusi.. si cercano volenterosi per ricostruire ma sarà ardua, anche perché i ranghi sono saltati insieme a svariati denti, zanne, fauci e corna.. anche il boss del posto non si trova piu’, ma alcune voci dicono che ora suoni l’ukulele alle hawaii cantanto con una voce particolarmente acuta..

    per cui, decisamente molto meglio non farla Innervosire..me ne rendo conto, ma noi siamo in confidenza vero Naeel? non devo preoccuparmi? vero? vero? (@~@’) oooccaazz…mi sa di si invece…….

  21. beh le cose non sono andate proprio così, nel senso che volevano eleggermi regina dell’ade, ma avevo troppo da fare qui in superficie. comunque col capo sono rimasta in buoni rapporti, ma non vado a trovarlo perchè le hawaii non mi alletano.

    cmq vi lascio alla vostra notte bianca (alla quale per ovvi motivi cromatici non parteciperò) in compenso oggi qui a giulianova c’è il vaffanculo day, ecco, lì ci andrò.

    cmq bis: danny-joy-valbe: bella triade di bastardelli, mi state quasi diventando simpatici, ma la strada è ancora lunga… baaaaaciiiiiiii

  22. faus: ho fanculizzato anche per te, però potevi fare lo sforzo e venire! che non si ripeta!

    francesco lo senti questo leggero odore di muffa? credo sia ora di cambiare post. magari potresti farne uno sulla notte bianca romana se ci sei andato.

    mi sembra di vederti: fermo, in mezzo al marasma capitolino che rifletti sul perchè di questo evento, o sull’organizzazione.

  23. Tesoro, sulla notte bianca di Roma c’è poco da dire. Si è trasformata in un secondo capodanno, gente impazzita per strada fino alle 8, centri commerciali che macinano soldi fino alle 24.00.

    Direi che per vedersi Roma, è meglio scegliere un altro giorno.

  24. roma da vedere e roma da vendere.

    non andrei mai alla notte bianca a roma, o forse sì MA SOTTO SEDATIVI!

    figurati farei a botte entro le prime 10 sgomitate.

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