Imprecatio Letteraria

Come sapete scrivo romanzi da ragazzi e non ho intenzione nel breve-medio termine di cambiare genere. Ovvio, i libri successivi saranno diversi da Estasia 1, specie Profiel.
Ora, scrivere per ragazzi significa seguire un determinato stile, che implica dei paletti e limiti ben definiti. Uno di questi è l’imprecazione e sta diventando un problemino per Profiel. Questo romanzo è caratterizzato da dialoghi freschi e credibili, ma soprattutto moderni. I personaggi sono schietti, alcuni anche con caratteri particolari. Per cui è facile si incazzino.
Esatto, la parola "incazzarsi", per esempio, sta al di là del limite stilistico. Questo, a volte, mi fa sentire come se avessi una zavorra alla dita.
Mi spiego meglio. Se vi casca un martello sull’alluce cosa dite? Anzi, ancora peggio, sbattete la testa contro uno spigolo, genera un dolore lancinante che scioglie subito la lingua. Ecco le opzioni:

1. avete un autocontrollo fuori dal normale e un’educazione pregressa inattaccabile. In questo caso lancerete un mugolio "Mmmmmm…" ma con il pensiero farete cadere a terra tutti gli Dèi dell’Olimpo.
-> Tradurlo in un libro non è affatto facile. Vada per il "mmmmm…" ma come esplicare le parolacce che sono passate nella mente alla velocità della luce? Un "dentro di sè imprecò senza contegno" non rende l’idea.

2. L’autocontrollo non è il vostro forte, oppure in questi casi date libero sfogo e vi sgolate come la Callas. Incomincerete a dire "Cazzo, fanculo, Merda" e similari. Oppure vi perderete nello slang indigeno "Maremma indiavolata, Maremma stronza" e via dicendo, a seconda dell’intensità del dolore segnato nella scala Richter.
-> Traduzione letteraria: "Caspita! Diamine! Miseriaccia! Cavoli!"
Ecco, trovatemi uno che parla così e lo prendo a schiaffi. Ti è caduto un macigno su un piedi e mi tiri fuori ‘sta voce da evirato? Controllati le cellule celebrali, caro.

Cosa accade se c’è un litigio fra due protagonisti? Supponiamo che la situazione sia davvero calda, prima che scoppi in una vera rissa, del tipo: "Stai zitta, sei solo una puttana!"
->Traduzione: "Sta zitta, donnaccia!"
Beh, direi che l’effetto non è lo stesso, neppure da lontano. Quando i ragazzi al giorno d’oggi litigano e imprecano, lo fanno senza mezzi termini. In un libro purtroppo si è costretti a limare il loro vocabolario, ad addolcirlo, a evitare certe parole e tanto meno espressioni dialettali. E’ una gran rottura, si perde il mordente del momento. Attenzione, non è questione di essere educati o meno, significa solo essere realistici. Anche la persona più raffinata si lascia andare a questo mondo senza, per carità, scadere nella volgarità insulsa della bestemmia. Ma un “merda” non fa male  a nessuno e ci mancherebbe, siamo essere umani, vogliamo liberarci e sfogarci ogni tanto, no?
Insomma, sto cercano di aggirare il problema con qualche artificio, per rendere tutto credibile. tuttavia qualora non ci riuscissi sempre, considerate il "Cavolo=Cazzo", "Diamine=Merda" ecc..
Per fortuna il mondo non è fatto di eunuchi, se avete proposte, vi prego, aiutatemi.

40 Comments

  1. “stai zitta, sei solo una puttana!”

    mmmmmmmhhhhh questa donna deve proprio averti fatto arrabbiare, ops! pardon, inkazzare (come sempre del resto).

    se dovesse venirmi in mente qualche “alternative lyric” te lo faccio sapere. ma poi scusa, profiel non potrebbe essere il primo romanzo per adulti?

  2. Profiel non è per adulti. Sta al limite, forse. Boh, non lo so neppure io. Sinceramente non mi sto ponendo il problema più di tanto, ma non lo ritengo per adulti.

  3. Mmm dunque io quando mi faccio male, martello sul piede o testa contro l’angolo peggiore, dico “AHIA!!” e basta al massimo ci aggiungo un porca miseria, giuro!! O quando il dolore è acuto e lungo ripeto delirando “Dolore dolore dolore!” quindi non so se ci credi, ma è così, quindi se ti può essere d’aiuto…

    Per quando litigo invece non posso aiutarti perchè “cazzo”, “vaffanculo” e “stronzate” sono le parole che uso di più… posso dirti che comunque uso spesso anche un innocuo “ma porco dinci/miseria/paletta”. In generale uso parole..mmmmm colorite più nei discorsi, che quando mi arrabbio (a meno che non sia mooolto arrabbaita e quindi non ci vedo più, ma per fortuna non succede spesso, non so ai tuoi personaggi?!?).

  4. Ps. cmq libri per ragazzi o no, dipende anche da che età hanno i protagonisti, secondo me sotto i 14 alcune espressioni raddolcite possono essere ancora credibili… sopra NO!!!

  5. ah un’altra cosa, secondo me a volte un “mi fai schifo” rende molto di più di “puttana” (per dirne una), a meno che quest ultimo non sia un semplice insulto, ma la pura verità, però nei tuoi libri forse non credo possa essere così. Ovviamente è una mia opinione

  6. Dilh: lo sappiamo che hai avuto traumi infantili. Siamo tutti solidali con te.ù

    X Nimro: esatto, credo sia un vicolo cieco.

    X Dilh: non mi riferisco a Estasia, ma a Profiel. Qui è pieno di “schifo” e “chissenefrega”. Insomma, se devo rendere concreto un personaggio che ha sempre vissuto per strada, veramente non mi riesce a farlo parlare con “porca paletta” preferisco non scriverlo.

  7. Eh lo so, è che io sono una personcina per bene 😉

    Si ho capito che parlavi di profiel, è per quello che non so l’età dei protagonisti… In effetti non riesco a immaginare un ragazzo di strada che si esprima carinamente… forse nn riesco a immaginare un ragazzo di strada che non sia uno zingaro..argh!! vabbè stai facendo un po’ di spoiler o sbaglio? cmq la mia opinione te l’ho detta!!

    🙂

    ps. ho scoperto che la mondadori ha censurato alcuni pezzetti di Stardust…

  8. Sono del parere che imprecazioni come “cazzo” o “merda” e altro rendono sì l’idea dell’incazzatura, che sono all’ordine del giorno e sulla bocca di ogni essere umano, raffinato e grezzo che sia, ecc. ecc., ma penso che non siano completamente indispensabili per la buona riuscita di un diaologo. Detto questo, la zavorra alla dita può essere “giustificabile” solo in considerazione della censura, essendo il tuo un libro per ragazzi.

    Saluti.

    M.

  9. vedete credo che il problema non siano i ragazzi che leggono il libro, del resto si sa che oggi sono fin troppo “cresciutelli”, bensì gli adulti che potrebbero censurarlo. io dico: fra esagera! e fallo uscire dagli scaffali dei libri per ragazzi, in fin dei conti esiste una narrativa fantasy non prettamente riservata ai bimbi.

  10. X Valbe: meraviglioso punto di vista 🙂

    X Coram: il problema è che se vuoi fare un romanzo per ragazzi, con protagonisti ragazzi di oggi, non ottocenteschi, e pretendi che i lettori si immedesimino il più possibile, dovresti farli parlare con un linguaggio più possibile vicino al loro. Ovviamente ci sono delle scappatoie e utilizzerò quelle. Solo che, scrivendo, spesso i personaggi mi sfuggono fra le dita, prendono vita, fanno quello che gli pare. Solo rileggendo la stesura mi accorgo di qualche parolina da censurare. Credo tuttavia sia questo il miglior approccio: lasciar la mano libera e poi aggiustare il tiro dopo.

    X Naeel: ehehe sei sempre la solita. Come ho detto, prediligo il genere fantasy per ragazzi, ma Profiel sta a anni luce da Estasia. Del resto, già tra E2 e E1 c’è un bel divario…

  11. potresti inventare una lingua ex novo per le parole “colorite” tipo:

    “cazzo” potrebbe diventare “zzoca” (però bada a non farglielo ripetere due volte altrimenti ti sgamano). no eh? ma perchè no? porca ttanapu le mie idee vengono sempre cestinate. nculofan

  12. Il problema che hai è lo stesso mio di ogni giorno: non posso dire parolacce davanti ai bambini.

    Per me è impossibile, però a volte ci riesco così:

    Soluzione uno: ho ripescato il porca miseria. lo uso al posto di tante, tante parole…

    Soluzione due: “Borbotto qulcosa tra me e me”, sperando che non sentano. Borbottare è consentito anche nei libri.

    Soluzione tre: vado di fantasia. es: ma castrocaro!!!! orca zuppa!

    Poi, nella notte, sfogo le parolacce serie tra le piume del cuscino…

  13. Secondo me ha ragione Naeel: ebbasta con ‘sta fantasy per bambini, anche noi adulti abbiamo i nostri diritti 😛

    Tra l’ altro mi è capitato di vedere una ragazzina di non più di 12 anni comprarsi “Il Dardo e la Rosa”, era nello scaffale per ragazzi. Evidentemente i commessi hanno applicato l’equazione fantasy = ragazzi. 😀

  14. …ci sono libri fantasy in cui sono presenti termini tipo “puttana” o “merda”. E’ il caso dei libri della Hobb, che ho letto, fantasy, e di imprecazioni censurabili ce ne sono. Libro inglese, da noi targato Fanucci. E’ un fantasy più maturo, quindi nessuno si scandalizza nel leggere “zitta puttana!”, ma nessuno nega di toglierlo dalle letture di un ragazzo.

    Per quanto riguarda il materiale per ragazzi, io tirerei in ballo anche i fumetti. I manga, che ormai spopolano tra i ragazzi di tutte le età, riportano parole tipo “merda”, e altre imprecazioni comunque censurabili. Quindi mi chiedo, cosa e quando si applica ‘sta benedetta censura?

    M.

  15. Quand’ero piccola vedevo il cartone di “Alvaro”. Lui era un bue e la sua migliore amica era la tartaruga Camilla, quando litigavano lei deceva: “Maremma, Alvaro sei proprio un Shitrullo (citrullo in toscano, hi, hi)”

    E lui rispondeva:”Zitta Gnappetta” .

    Ti può servire? 😀

  16. Evito di darti consigli,o ti arresterebbero all’uscita del libro 😀

    Io divento blasfemo,ma di un blasfemo che Satana piange spesso nel sentirmi 😉

    Stasera,mentre pulivo il bagno,dò una craniata bestiale all’anta di un mobiletto…beh,ti dico solo che le piastrelle si sono staccate dal muro dato l’alto tasso di blasfemia,lo sciaquone si è tirato da solo,la carta igienica si è srotolata stile “40 piani di bestemmie”,il tubetto del dentifricio si è gonfiato come un sommegibile 😉

    Buona fortuna,hahahahaha 😀

  17. Fra, non dico Estasia, che ormai ha il suo target, ma Profiel non lo puoi far passare per fantasy per adulti?

    Da quello che dici ha un’impronta diversa, quindi io direi, sentiti libero di scrivere ciò che vuoi nel limite della decenza (insomma niente “soffocati” e “muori” ogni tre parole, come fai tu :p), poi male che va, te lo fanno cambiare, ma io proverei a farlo partire così. Forse sbaglio, anche perchè non sono nel mondo della pubblicazione effettiva e ciò che ne consegue, ma secondo me non dovresti partire dall’idea del “io scrivo per ragazzi”, secondo me dovresti partire da questo è “il mio genere”; non so, la mia magari è un’idea utopistica, nata dal fatto che non ho mai veramente pubblicato, però penso che tu dovresti scrivere in un certo modo sentirti libero di farlo e poi a opera conclusa pensare, ok rientra in questo genere, questo stile, ecc, e non viceversa… E quindi a quel punto cambiare i piccoli particolari affinchè sia omogeneo.

    E poi un libro che tu stesso classifichi per ragazzi si censura da sè, se lo lasci libero invece… in fondo mica scrivi per poppanti!!

    ps. ho aggiornato, papà!!

  18. Eccomi, di ritorno da un felice compleanno 🙂

    X Naeel: ahahah, potrebbe essere una buoan idea. Faccio prima a inventare una nuova lingua. Orpca Vae.

    X Ghidara: E’ la stessa cosa. Sempre il solito esempio: ragazza di strada, abituata non certo alla buone maniere. Se entro nel suo personaggio, mi riesce difficile in un momento di totale incazzatura quando perde il controllo di sè, farla borbottare o dire “Castrocaro!” “Orca zuppa!”. Trovami un “borgataro” che parla così e lo faccio santo.

    X Valbe: il problema forse è che al mondo d’oggi dire ” ho scritto un romanzo fantasy per adulti” può essere un’arma a doppio taglio, con tutta sincerità. Primo: il fantasy per adulti vende meno. Secondo, c’è gente pronta a lapidarti se ti presenti così. Fai un giro in qualche forum fantasy famoso, ci sono discussioni agguerrite a riguardo.

    A parte questo, il vero punto è che Profiel ha una matrice da ragazzi, ma molte scene, tante, sono caratterizzate da sfumature… forti :=)

    Taglio corto e bando alle ciance, Naeel ha letto uno stralcio, sa a cosa mi riferisco.

    Per il resto concordo con te, oramai i ragazzi sono molto svegli.

    X Coram: in primis è una specie di autocensura. Non so, vedere le parolacce scritte da me, in seconda stesura, mi stona. Ma mi stona toglierle. Poi, dipende dall’editore, a dire la verità questo punto non l’ho ancora affrontato.

    X Nirmo: ehehe, Fantazoo era il mio cartone preferito, essendo toscano non posso che adorarlo. Ti sei persa qualche post passato… eccolo qui: FANTAZOO

    X Faus: No, il contrario, quello è l’effetto che voglio ottenere 🙂

  19. x Dilh: diciamo che non lo faccio passare, o almeno io non mi prendo questa grana. Ci penserà la casa editrice a decidere :=)

    Ora, non esageriamo, Profiel non è un libro pieno di parolacce. Solo che imparo dagli errori passati e ripensando a Estasia1 (mazza, quanto tempo è passato), noto che alcuni dialoghi sono ingessati. Specie Danny.

    Estasia 2 è molto diverso, ma la revisione di Ottobre si concentrerà sui dialoghi. Per diversi motivi sono incerto sul finale, il famoso morituro di Estasia. Per adesso rimango dell’opinione di non cambiare le cose, ma qualche dubbio c’è. Non so se è una mossa azzeccatto farlo/a morire.

    vedi, la distinzione libro fantasy per ragazzi o adulti è a mio avviso moto complicata. Per un semplice fatto, oramai i ragazzi leggono libri per adulti e viceversa (Harry Potter e il Signore degli Anelli ne sono degli esempi). Allora cosa li distingue a parte un fatto puramente di edizione? Sicuramente lo stile, la trama (più complessa in quello per adulti, con risvolti meno banali) che tocca tematiche forte senza mezzi termini. La presenza di elementi preponderanti quali sangue o sesso. Devo ancora leggerlo, ma certo non si può dire che D’altieri scriva per ragazzi.

    Insomma, le differenze ci sono eccome. Ecco, Profiel credo stia a metà, per tematiche, stile e contenuti.

    Infine, io non mi creo problemi, sono altri che se ne fanno. Io leggo Baccalario e D’Angelo, Meyers e Brooks, Rowling e Martin. Mi piace il fantasy, ma lo alterno sempre con il mainstream (Ah, ho letto Io & Marley, lo consiglio a chi ama i cani).

    Un po’ di elasticità mentale ci vuole, no?

  20. Neel ah ah ah sei mitica.

    ” Diamine” com’e`tardi..”cavolo” devo necessariamente coricarmi!!!!

    Ma ….beep…ladra…che ..beep di ore sono,…lo sapevo..beep… il tempo vola ed io non ho finito questo ..beep di lavoro…

  21. scena: bar di periferia a tarda notte.

    personaggi in scena: 2 ragazzi (Ildebrando ed Ermenegildo) ubriachi che si lanciano sguardi di odio.

    Ild: che caspiterina c’hai da guardare brutto sciocchino.

    Erm: io guardo quanto mi pare!

    Ild: che acciderbolina hai detto?

    Erm caccia un coltello: testa di rapa ho detto che io guardo quanto accipicchiolina mi pare e piace e se non ti sta bene di spacco quella crapa pelata, fatti avanti stupidino…

    beh in effetti il risultato (non insultato) non ha grande resa … boh io cho provato a fare la simulazione.

  22. Cambia prospettiva: la protagonista è una ragazza di strada, ma cresciuta per anni in un convitto delle Orsoline. Quando si incazza, corre a confessarsi e se non può, prega sul posto.

    Forse non avrà un impatto forte sul pubblico, però non manca di una sua originalità.

  23. X Maredisera: ti si sono scaricare le pile? Traditore…

    X Naeel: Esatto, più o meno era quello che intendevo dire

    X SGhì: ‘m’sorry, sono in fase decadentismo acuto. Non c’è spazio per la Salvezza.

  24. Fondamentalmente sono d’accordo con Coram che cita la trilogia dei lungavista di Hobb, libri molto maturi, in cui ci sono sia scene che un linguaggio non propriamente per bambini, anzi.. eppure tutto regge e bene anche (forse una delle storie che piu’ mi sono piaciute in assoluto). A mio avviso non devi diciamo..mmm.. manomettere il flusso? 🙂 nel senso, se senti un dialogo in un certo modo, non modificarlo. Credo che l’importante sia rendere plausibili nel contesto i termini che vengono usati e saperli usare, il che non é evidente. In un racconto puo’ esserci una sola parolaccia che rende “Volgare” il tutto, oppure possono essercene molte che, incastrate a dovere e in modo coerente con il racconto, scorrono e danno spessore e credibilità anziché renderlo volgare. Tutto sta a mio avviso nelle capacità dello scrittore, che, in quanto Artista non deve troppo badare a tutto quello che sta intorno né cercare di rientrare in un canone quanto invece esprimersi liberamente, far uscire quello che é dentro senza restrizioni di sorta.

    Non l’opera deve adattarsi al pubblico, ma il pubblico all’opera.

    Per quanto riguarda la frase sulle vendite, fra, scusa se mi permetto ma in tutta onestà non mi garba troppo come discorso.. posso capirlo, ci mancherebbe, ma data la mia indole, non mi interessa “stuprare” la mia opera solo per farla vendere di piu’.. e so che a volte diventa necessario..purtroppo.. qui il discorso si fa complesso e non vorrei essere andato oltre, spero che riesci ad intuire quello che intendo dire.

    Stare nel mezzo non mi sembra comunque una scelta saggia, a mio avviso dovresti lanciarti, se credi che un linguaggio piu’ adulto-crudo, sia indispensabile al tuo racconto, non usare mezzi termini.

    Secondo me questo é un tema e un momento importante da affrontare, di non facile soluzione, é una scelta che potresti portarti dietro 🙂

    Mano a mano che stai su un genere, rischi di diventare autore di genere ed essere etichettato in un certo modo, per come sono io, cercherei di evitare questo risvolto come la peste, essere catalogato e dover poi rientrare in canoni imposti mi farebbe stare male, e non poco, con me stesso.

    Tornando a noi, credo che, sicuramente, rompere gli schemi, uscire dai canoni, potrebbe essere una scelta coraggiosa e magari non ripagare in termini di vendite, ma la cosa importante, sempre a mio modesto parere é che tu senta di aver fatto la cosa piu’ giusta, per te, per i tuoi personaggi, per la tua storia.

    🙂

  25. Ciao JoyLove,

    innanzi tutto grazie del commento perchè hai trasmesso degli spunti molto interessanti. Ecco delle precisazioni:

    1. il fatto che il fantasy per adulti venda di meno è semplcemente un dato di fatto, non mi sono mai imposto questo genere per un motivo economico. Come saprai Estasia è stato scritto quando avevo 14 anni, quindi il motivo nasce soprattutto da lì. Infine, se avessi guardato solo alla vendite, mi sarei rivolto a un genere generazionale, stile Moccia, che vende molto di più.

    2. Estasia2 e Profiel rispecchiano, in un certo senso, la mia crescita come scrittore. Questo implica naturalmente che l’ingenuità (non per forza negativa) di E1 vada un po’ a perdersi in una trama più fitta e in tematiche più complesse. Non è uno spoiler (visto che l’ho già scritto) dirvi che E2 affronta la pena di morte. Non mi sarei mai sognato di scrivere quel pezzo a 14 anni.

    3. Con Profile ho voluto cambiare, seppur rimanendo nel fantasy. Sinceramente l’osservazione che fai, ossia di rimanere catalogati in un genere, è sacrosanta, tuttavia quando ho ideato il libro avevo solo bisogno di cambiare aria, sperimentare nuove tecniche, affrontare nuovi problemi.

    Profiel è partito con un’idea semplice, chiara e sintetica. Poi ho distrutto ogni cosa e creato un romanzo che commistiona steampunk, fantasy moderno, fantascienza, surrealismo, ma anche fantastico classico. E’ ben diverso da Estasia, nello stile e nel linguaggio.

    Vedremo, per ora ho in mente di finirlo per Settembre e lasciarlo fermentare da solo per 2-3 mesi. Poi vedrò di ragionare sulla seconda stesura.

    Grazie dei consigli!

  26. Grazie della risposta Fra, secondo me é interessante il cambio di Genere che stai affrontando con Profiel, tralasciando il fatto che adoro la Contaminazione di genere, per cui non posso che essere contento di vedere qualcuno che rompe un po’ gli stretti schemi in cui tentano di rinchiudere la creatività.

    (ed evito di dilungarmi sul lettore che spesso vuole solo la solita minestra..:)

    Per le vendite, come dicevo nel post precedente purtroppo volenti o nolenti ci vengono fatte delle pressioni, non intendevo dire che Tu ti sei mosso in una certa direzione per vendere di piu’, ma che la rielaborazione di un opera in base a indagini di mercato, strane voglie dell’editore, pressioni di conoscenti, fan ecc.. é una pratica che non condivido e che ahimé é molto diffusa. Nel mio campo che al momento Ri-ahimé é la pubblicità, il cliente regna sovrano e l’idea che hai seppur buona deve essere approvata da gente che Ri-ri-ahimé non ne capisce un tubo nel migliore dei casi..

    Tornando in tema, il fumetto propone diverse forme di autocensura delle volgarità che pero’

    sono forse difficilmente attuabili in un libro o accettabili per il lettore 😛

    Altrimenti ci sono sempre le imprecazioni stile Robin ehm..mi permetto di postare questo che é.. che é… Bellissimoooo (@_@’)

    Per tutti i palloni!!!

    http://youtube.com/watch?v=ku_qzrHaBzI

  27. esatto Joy, anch’io odio chi mette i paletti tra fantasy, fantascienza o altro. Sconfinare è ciò che mi piace e sono convinto non dispiaccia affatto anche i lettori.

    Per il video…

    “Per tutti i palloni!”

    “Per tutti i richiami!”

    “Per tutte le montagne!”

    non ho mai sentito dialoghi più osceni… anche se erano anni ’70, sono qualcosa di disgustoso…

    robin mi sembra spastico. Lo ucciderei all’istante.

  28. 😀 terribile eh? ;P

    Robin ha problemi é vero, ma va aiutato! 🙂

    Beh guarda a me piacerà di sicuro perché come ti dicevo adoro la contaminazione, pero’ le persone spesso preferiscono quello che già conoscono alla novità, se cambi la regola é come togliergli il terreno da sotto i piedi, alcuni impareranno a volare altri si metteranno ad urlare ed agitarsi. da quello che ci hanno insegnato e da quel poco che ho potuto vedere i lettori fantasy e di fantascienza sono ostici, forse i piu’ ostici con cui trattare.. per questo molti percorrono vie già battute invece che avventurarsi nell’inesplorato o addirittura cercare di sovvertire regole prestabilite.

  29. Allora Joy, già lo stesso Estasia1 non lo considero un fantasy che segue prettamente dei canoni.

    Il tuo discorso è corretto, tanto che io stesso sconsiglio agli esordienti di intraprendere l’ostinata ricerca dell’originalità, specie se alle prime armi. Si rischia di scrivere qualcosa privo di senso e poco piacevole.

    Contaminare vari generi però è a mio avviso ciò che il pubblico adesso si aspetta. Ed è, in primis, ciò che mi piace.

    Prensi che un altro romanzo prettamente tolkeniano sia nel palato delle persone? Armate di elfi, nani e orchi? Ancora guerre senza fine al Signore degli Anelli. Non so, sinceramente.

    Io non lo comprerei, ne ho abbastanza. Cerco altro nel fantasy, cerco altro in libreria. E a volte si trova 🙂

  30. Infatti anche io cerco altro, e spero sinceramente che la gente cominci a dire.. meglio variare no? ;P

    ho semplicemente esposto quello che ci insegnavano a scuola e quel che ho potuto vedere degli appassionati di varie saghe, a partire dagli accaniti accoliti di star wars, star trek, D&D, ecc.. ma anche fan dei vari supereroi.. gente disposta ad uccidere se non rispettavi l’ordine prestabilito delle cose 😀

    Come te mi auguro che i lettori ora siano davvero alla ricerca del nuovo, che cerchino nuovi stimoli in letture differenti, perché un po’ d’aria fresca ci vuole proprio..

    😀

  31. ahaha, guarda che il jingle era… “Mejo cambiale nè?” 😀

    A parte scherzi, è vero, esistono i fanatici. Considera che dopo un’agguerrita discussione su FM in riguardo del fantasy e fantascienza, un tipo si presentò su questo blog e postò “Fantascienza Rules!”.

    D’altronde, se guardi gli ultimi telefilm e libri (Lost, Heroes, Maximum Ride, Twilight) la contaminazione tra i generi è sempre più presente.

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